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Stupiti della gratuità

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Liberare il Silenzio

Stupiti della gratuità


Io sono straniero e sulla terra. (Sl 119,19)


In Missione facevo fatica a capire come si potevano considerare forestieri gli abitanti di alcuni quartieri perché erano venuti in quel villaggio solo 150 anni fà, anche loro cattolici e provenienti dalla stessa zona dalla quale erano venuti gli altri, alcuni secoli prima.
Anche noi diventiamo stranieri a noi stessi quando andiamo oltre i confini dei nostri valori e della nostra fede; stranieri per gli altri quando ci sentiamo migliori e li guardiamo dall'alto in basso. Ci facciamo stranieri per Dio quando il peccato ci porta fuori i confini della paternità e dell'obbedienza.
Deve essere duro sentirsi stranieri nella Chiesa, cioè ospiti esterni, estranei, quando non abbiamo un unico 'sentire', non sentiamo con la Chiesa, non ci lega una Comunione profonda di pensiero e di vita, non La sentiamo come la fonte della nostra ispirazione ideale e morale.
È bello perciò sentire il Vangelo rivolto a noi, 'stranieri', sentirsi raggiunti dall'Amore gratuito e dalla Misericordia
La vita è tutta una sorpresa. Ci sentiamo preceduti dall'amore e dalla grazia(dono gratuito, gratis), ci accorgiamo che il Signore è sempre avanti a noi e ci aspetta oltre le barriere dei nostri limiti e gli steccati dei nostri blocchi.
È stupendo, siamo al di qua del muro ma quando vediamo che il Signore è oltre, ci meravigliamo di noi e di Lui e anche noi ci troviamo al di là.
Quante cose grandi fa per noi, ci porta oltre noi stessi, al di là del nostro limite. Quando non ce la facciamo ci prende in braccio e ci fa attraversare il guado con le sue gambe e la Sua forza e compie meraviglie in noi.
Tutto è dono immeritato che va oltre i nostri meriti. Siamo persone riscattate, comprate a caro prezzo, i primi beneficiari, l'espressione, la prova, la misura della Sua gratuità.
Ci fa superare noi stessi, le nostre capacità e il nostro limite. Siamo il Suo miracolo vivente: Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente.
Ci dona occhi di stupore per meravegliarci di noi stessi, di ciò che compie in noi. È meraviglioso prendere coscienza che ci rende nuovi a noi stessi, ci superare noi stessi, il nostro passato e il nostro peccato e ci fa domandare: cosa è successo, cosa ha fatto il Signore in me? La gratuità è il metro dell'amore che non trova riscontri e meriti.
Esercitarci a vedere i doni di Dio con la lente della gratuità e ogni più piccola espressione della fede con gli occhi illuminati dalla gratuità. Sentirci raggiunti e coperti, saziati e avvolti dalla gratuità, immersi nella gratuità di Dio.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. In queste due parole c'è tutta la dinamica della fede.
Gli ebrei attraversarono il Mar Rosso ma quanti Mari ha fatto attraversare a noi il Signore? Quante esperienze pasquali, di rinascita, superamento, salto, quante carrozze e cavalieri sommersi dalle acque, di fronte a noi! Quante vittorie, quanti canti, quanta liberazione, quanto sollievo! Quante esperienze meravigliose!
Questa è la vera storia della nostra vita! È un Mar Rosso continuo, un cammino nella gloria, una liberazione progressiva, un uscire dall' estraneità per immergerci nella figliolanza.
Avendo visto il Signore, le Sue meraviglie e la Sua gloria, cosa ci manca ancora?
La preghiera è un'ancora di approdo,ci fa ancorare la vita a Dio ed è anche il dono dell' approdo di Dio in noi, la più bella gratuità, il più bel dono, lo spalancarsi del Mar Rosso per un attraversamento con Dio, in Dio e verso Dio.
La preghiera deve essere la nostra continua compagnia, possibilmente ininterrotta.
Quale più grande espressione della gratuità di Dio che si dona a noi come compagnia, si rivela, ci parla, ci ascolta, si fa conoscere e incontrare!
Quale dimensione più alta e più bella nella vita che racchiude dentro tutte le espressioni della fede!
La preghiera è anche masticare i doni di Dio, interiorizzarli, leggerli, interpretarli, capirli, contemplarli perché possa scaturire in noi la lode.

(Don Carmelo La Rosa)

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