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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da La Fedeltà
L'eleganza del vivere e dell'essere
La donna della bellezza e dell'eleganza interiore
Celebrare o pensare a Maria è come affacciarsi a un balcone molto alto da dove si può ammirare un panorama immenso.
Come andare in un negozio o in un supermercato ove si trovano oggetti della più alta qualità, ove tutto è di classe, straordinario, migliore, originale e insuperabile.
Ove tutto è insufficiente per rapportarsi a quel livello di virtù e di vita.
Un vero credente dovrebbe essere un eterno insoddisfatto cioè dovrebbe vivere una inossidabile tensione verso i valori, la bellezza e la grandezza del vivere.
Non può essere narcisista, autocompiaciuto e autocompiacente di sé, delle sue virtù e delle sue realizzazioni spirituali ma un cercatore appassionato, un pellegrino, soprattutto un sognatore.
Il suo dire dovrebbe essere 'non mi basta'. Non mi basta la mia fede, la mia preghiera, la mia devozione, la mia vita spirituale, la mia contemplazione, ciò che ho raggiunto. Non mi basta nessuna delle mie cosiddette virtù.
Non ci potranno mai bastare, ci supereranno sempre, perché sono realtà infinite, irraggiungibili delle quali conosciamo solo i contorni.
Una persona seria dirà la stessa cosa per tutte le dimensioni della vita. Ci può bastare l'onestà? La nostra giustizia, la correttezza, la coerenza?
Non ci basta la nostra fedeltà. Se andiamo più in profondità, in discorsi più delicati, allora ogni santo proclama che non gli basta la propria castità, la propria verginità, la nostra purezza, ognuno nel proprio stato di vita, perché sono valori da raggiungere e costruire, giorno per giorno, da amare, desiderare, sognare, chiedere, sui quali affacciarsi, come Mosé si affacciò sulla terra promessa.
Sono universi sconfinati che ci superano, panorami che ci si rivelano gradualmente, procedendo nella vita, come salendo su una montagna si allarga l'angolo di visione.
Sono realtà che prendono consistenza con la graduale scoperta e avvicinamento a Dio.
Più andiamo a Dio, più entriamo nella luce, si rivelano e si conoscono le gioie spirituali della carne e della nostra fisicità.
Non soltanto la vita spirituale è cammino, progresso, superamento di sé ma anche ogni aspetto della vita, compreso quello morale che come tutti gli altri è inscindibile dalla spiritualità.
Noi eterni 'insoddisfatti di noi stessi, guardando Maria contempliamo la misura piena della vita. Lei è 'il di più', l'oltre, quello che ci manca, che desideriamo, aneliamo, sogniamo.
Sì, proprio Lei è il nostro sogno, la veste e la carne del nostro sogno. Il sogno fatto realtà. Come sognare una persona o una realtà e poi incontrarla e dire: 'ecco ciò che ho sognato'!
Ecco il progetto definitivo, completo, totale della mia vita. Ecco la meta, il programma. Ecco il tutto! Ecco ciò che cercavo! Ecco ciò che mi basta!
Ecco l'eleganza di tutti gli aspetti della vita! Non l'arrangiamento o l'accomodamento, una misura approssimativa, un riassunto, una sintesi o un accenno delle virtù ma la totalità!
In Lei c'è il tutto, la pienezza, la misura traboccante! Non c'è il risparmio sulle virtù o sui valori, la qualità inferiore o una mistificazione delle virtù.
In Lei non c'è aggiunta di acqua, non c'è 'il vino meno buono' ma solo vino eccellente.
Lei non ha bisogno di apparire perché è.
Non inganna perché ha verità da vendere.
Non ha nulla da coprire o nascondere perché in Lei tutto è trasparenza e luce.
L'eleganza in Lei è al sommo grado e rapportata fin nelle fibre più intime del vivere.
Tutto è splendore, tutto è bello, tutto è sorriso e gioia perché tutto ha senso.
Meravigliose le statue che la raffigurano perché vi troviamo l'effervescenza della vita.
L'abbondanza della realizzazione interiore.
L'esplodere della felicità.
Il traboccare del senso del vivere.
Lo splendore della vita casta.
L'illimitatezza della gioia.
La smisuratezza della fedeltà.
La luminosità della purezza.
Tutto è vissuto al sommo grado dell'eleganza.
In fondo in fondo Lei non è altro che il 'già' del nostro 'non ancora'.
Basta guardare a Lei per trovare un cammino e un futuro.
Don Carmelo La Rosa
DEDICATO A MARIA, 8. 12. 2008