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Vita del Santuario > Lettere del Rettore
L'uomo
Un baratro è l'uomo e il suo cuore un abisso.(Sl 63)
Nei bagni di un aeroporto cercavo il marchingegno per asciugarmi le mani e mi sono imbattuto con una macchina ove c'era scritto di inserire 5 o 10 Euro.
Mi sembrava strano che si dovesse pagare e così tanto. Leggendo bene mi sono reso conto che era un distributore di preservativi. Ed era pure esaurito!
Sono rimasto di stucco e non ho capito la collocazione e l'abbinamento.
Perché distribuire in un luogo di passaggio, un aeroporto e nei bagni ove si va sempre di corsa e non per fare acquisti?
Una volta si trovavano in farmacia, andavano a comprarli anche se si vergognavano un pò. Ne avevo visto uno simile davanti alla farmacia di un piccolo paese e mi ero meravigliato, in seguito l'avevo notato in vari altri posti.
Trovarli ad ogni angolo mi sembra esagerato e segnala una società inferma, di un malessere molto diffuso.
Mi sono ricordato che al centro dell'ingresso dell'aeroporto c'erano due gigantografie di pubblicità poco edificanti e mi sono chiesto perché catalogare in questo modo un luogo di accoglienza e una città che dovrebbero essere di tutti?
Se dovessi cercare dei simboli del disagio umano dell'uomo di oggi, per illustrare una Via Crucis, certamente un distributore di preservativi potrebbe essere un simbolo molto efficace.
Mi sono ricordato di aver notato dei preservativi, gettati a terra, davanti a un santuario. Una persona commentava sarcasticamente l'afflusso di matrimoni in una bella chiesa isolata, affermando che in quel luogo prima consumavano e poi celebravano.
Un'altra volta ho notato delle siringhe davanti a una chiesa parrocchiale, umili resti di una via crucis e dei calvari alternativi che attraversano le nostre strade.
Non sappiamo cosa c'è sotto, chi se ne pasce ma le virulenti reazioni all'intervento del Santo Padre sull'aereo per l'Africa la dicono lunga. Guai a pestare i piedi al potere e agli affari!!!
Certamente sarebbe più semplice ordinarseli a casa, on line, anziché tappezzare le pareti pubbliche di distributori.
Viene spontaneo chiedersi con il salmista: che cosa è l'uomo…? È una delle domande che più hanno senso e alle quali non si trova mai una risposta soddisfacente.
Cosa sono io, chi sono, chi è l'altro, di che cosa siamo fatti, cosa ruota nel nostro cervello e nel nostro cuore …
Quali sono i nostri pensieri e i nostri interessi, i valori, ciò che dà l'impostazione alla vita, i punti fermi, irrinunciabili???
Quali cambiamenti nell'uomo e nella società, quali passi avanti, quali crescite, quali fissazioni, quali retrocessioni, quali smarrimenti?
Guardavo le persone una per una, per tentare di leggere il mistero della vita.
Quante facce, quante storie, quante inquietudini camuffate, quante facce pulite, quante persone serene …
L'uomo è un ventaglio fra mille modi di esprimersi e di essere, non entra in nessuna casella.
Ha delle potenzialità infinite, delle risorse inesauribili.
È come una scala che va dalla terra anzi dal fango a Dio e gli scalini sono infiniti, ci sono i primi e gli ultimi, i più lontani e i più vicini.
Tutto sta a vedere dove siamo collocati se più vicini alla terra o al cielo.
Se stiamo salendo o scendendo. Se siamo impantanati e non riusciamo a incamminarci verso l'alto e verso l'estasi.
Se siamo assorbiti completamente dalle nostre pulsioni o se siamo in un cammino di estasi, di uscita da sé, di apertura all'esterno e all'altro, fino a Dio.
San Paolo ci ammonisce: cercate le cose di lassù … pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra (Col 3, 1 - 2).
Chi è l'uomo, quale uomo …
L'uomo vero è un essere che si trascende, supera se stesso, i suoi limiti e le sue inclinazioni.
È proiezione, lancio, salto, volo, tensione. Non basta a se stesso. Soffre l'angustia del proprio spazio ed è alla ricerca di spazi illimitati e infiniti.
L'uomo che si chiude in se stesso, scoppia, impazzisce, si rovina.
Deve scoprire le potenzialità infinite che può raggiungere oltre sé, all'infuori di sé.
Siamo chiamati a contemplare l'uomo, la realtà umana, un luogo e uno spazio illimitato: a immagine di Dio. Troviamo Dio nuotando nell'oceano del Suo capolavoro, l'uomo, ove ci si apre e si va oltre fino a ritrovarsi in Dio.
Allo stesso modo aprendosi a Dio si incontra l'uomo perché Dio si fa uomo.
Dov'è il limite in Dio e dov'è dunque il limite dell'uomo?
L'uomo spazia dalla cloaca di un cesso di aeroporto fino ai più alti cieli.
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