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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Il Dono
L'oro
Lo splendore della Croce
Questa mattina un fascio di luce ha attirato la mia attenzione poiché proiettandosi all'interno del santuario, illuminava le tre croci, al centro della chiesa, che indicano il tempo di quaresima.
Le croci di legno grezzo, avvolte di luce, hanno brillato come se fossero d'oro.
Mi sono stropicciato gli occhi, incredulo, abbagliato da una sensazione meravigliosa, surreale, che mi faceva vedere le croci brillare come l'oro.
Mi veniva di gridare: 'la croce è d'oro, la croce è d'oro! Come il bambino della leggenda che gridava: 'il re è nudo, il re è nudo!'. La croce appariva anch'essa nuda, spoglia delle sovrapposizioni, le visioni atroci, le remore e le paure che la vestono e la nascondono ai nostri occhi.
Appariva nella sua verità ed essenzialità, libera dal dolore e dalla morte.
Essa è strumento della grandezza e della bellezza della vita e di Dio.
Oggetto prezioso di redenzione e di salvezza.
Strada della luce e dello splendore.
Vera ricchezza, patrimonio e tesoro dell'umanità.
Trono del re del mondo.
Albero dai frutti più squisiti.
Il massimo che l'uomo ha avuto da Dio.
La casa dell'amore e del dono di sé.
Il crogiolo ove si esprime la purezza e la verità dell'oro.
Il roveto che arde e illumina senza consumarsi.
In Missione, volendo celebrare la consegna della croce ai catecumeni e non disponendo di croci sufficienti, le abbiamo realizzate legando due rami di rovi. L'immagine si era rivelata molto efficace ed eloquente, per le spine che la arricchivano. Dopo diversi anni trovavo ancora quelle croci appese nelle case.
Ma una volontaria italiana mi raccontò che il suo parroco invece era solito regalare una croce d'oro ai ragazzi del catechismo, perché ci teneva ad esprimere il valore e la preziosità della croce.
Con lo stesso criterio in un istituto educativo, la sera al momento della riconciliazione e della buona notte, regalavano un cioccolato ai bambini per dare l'idea della dolcezza del perdono per le marachelle della giornata.
Ero rimasto inizialmente perplesso e stupito ma infine colpito, dalla profondità del pensiero di quel sacerdote.
Quel ricordo mi è ritornato in mente in quel momento e dicevo a me steso: 'la croce è d'oro!'.
Ci vuole la capacità di scandaglio delle indagini multispettrali, per riuscire a vedere l'oro nella croce, al di sotto del sangue, del fango e delle brutture. Come tante pitture ed icone (compresa l'icona della Madonna di Vena) che al di sotto dell'immagine di superficie nascondono dei veri tesori d'arte e di fede.
Al di sotto dei nostri spasimi, delle nostre impazienze e ribellioni.
Al di sotto delle bestemmie e imprecazioni che ci fanno inorridire.
Al di sotto dei rigetti, delle nausee e dei malesseri, per il rifiuto della sofferenza propria e altrui.
Al di sotto di tutto l'odio che c'è verso la croce da parte di coloro che non credono o sono di altre religioni.
Mi hanno detto che in una scuola i ragazzi hanno bruciato il crocifisso e in un ospedale una malata lanciava le pantofole imprecando contro il crocifisso e chissà quante altre persone, quante altre situazioni di rifiuto al crocifisso - perché visto solo con gli occhi della carne e in superficie - non riescono a coglierne la bellezza e la bontà.
Bisogna comprenderle perché non hanno ancora visto l'oro che c'è dentro e c'è sotto.
Scriveva Madaleine Delbrel: ' Siamo predestinati all'estasi, tutti chiamati a uscire dai nostri poveri programmi per approdare, di ora in ora, ai tuoi piani … altrettanti trampolini per l'estasi, altrettanti ponti per passare dalla nostra povera, cattiva volontà alla riva serena del tuo beneplacito'
Meravigliosa espressione che ci dice il valore e il significato della croce nella nostra vita: la strada, la porta, il trampolino di lancio, il ponte verso l'estasi.
Saremo cristiani quando guarderemo la croce con la gioia e l'esultanza di chi ha finalmente trovato il tesoro, la perla preziosa.
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