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L’immediatezza

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Il Bimbo

L'immediatezza

Rendendo ogni intelligenza soggetta all'obbedienza al Cristo. (2Cor 10)

Ci sono momenti in cui il Signore ci chiede una risposta 'lì per lì', 'su due piedi', senza il tempo per riflettere e pensare, senza mediazione, im-mediata, perché il Regno di Dio non può attendere.
Non possiamo sottoporre le cose di Dio alla zona grigia intermedia del buon senso perché Dio è oltre il buon senso.
Né alla sola ragione perché Dio è più grande della nostra ragione.
Né sottoporle al giudizio e al pensiero degli altri perché spesso Dio ci chiede l'incomprensibile e l'umanamente assurdo che non può essere sottoposto alle griglie della comprensione umana senza correre il rischio di sciupare tutto e perdere delle occasioni preziose.
Maria non si consiglia nemmeno con Giuseppe perché la decisione e l'adesione è esclusivamente personale.
Ci colpisce la prontezza richiesta: Ascoltate oggi la sua voce (Sl 95, 8). Zaccheo, scendi subito, oggi devo fermarmi a casa tua (Lc 19,5).
C'è poco da riflettere e da rimandare. Il tempo disponibile è l'attimo presente. S. Agostino diceva: Temo che il Signore passi e io non me ne accorga.
Ci colpiscono le risposte a scatto nella Bibbia: Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta (1Sam 3, 9). Gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì.(Mt 9, 9) Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.(Mt 4, 22)
Maria dopo un comprensibile attimo di esitazione si getta nell'abbandono alla Volontà di Dio: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto (Lc 1, 38). Chi manderò e chi andrà per noi?". E io risposi: "Eccomi, manda me! (Is 6, 8).
Ci colpiscono le risposte di Gesù: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio … Nessuno che ha messo
mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio (Lc 9, 60. 62).

Non chiede delle risposte e delle disponibilità generiche e vaghe né accetta risposte a condizione: se … ma una fiducia piena e generosa, capace di superare remore e paure, di fare il salto da noi a Lui, come il bambino che trova il coraggio di fare i primi passi.
Il buon senso umano ci blocca:ce la farò?I miei limiti,i miei difetti…? Mi prenderanno per pazzo! Ci sono altri più capaci! Non è cosa per me! Ormai sono grande! Con quelle persone, in quella situazione … !
Difficilmente si esce da questa zona grigia che rischia di fagocitarci e spegnere ogni slancio ed interesse.
Dovremmo arrenderci al Signore, deporre le armi della difesa che ci chiudono a riccio e i respingenti che ci fanno mettere le mani avanti di fronte a qualsiasi proposta che vada oltre il buon senso.
Andare oltre una fede e un cristianesimo che si basa sul 'secondo me', riducendo Dio e la fede a ciò che piace, sembra buono ed è secondo il nostro gusto.
Un Dio a nostro uso e misura. Una religione senza eroicità né trascendenza che passa attraverso il filo di ciò che comprendiamo e riusciamo ad afferrare.
Una religione da chioccia che non offre spinte a uscire dal nido per librarsi in voli e in salti che vadano al di là di prospettive sicure e sperimentate. Capace di cogliere anche cose che non si possono comprendere: Come è possibile? Non conosco uomo (Lc 1, 34); che creda fermamente che tutto è possibile presso Dio (Mc 10, 27).
Una religiosità che si rapporta con il futuro perché a volte potrebbe anche mancarci il futuro.
Quando guardiamo e pensiamo a Dio, risplende per noi un futuro perché è Lui il nostro futuro. Se guardiamo invece la realtà con occhi umani, il futuro ci può far paura. In Dio, tutto risplende di luce.
Ogni momento siamo chiamati ad abbracciare il futuro. Il nostro presente è vivo se è pregnante di futuro, di uno sguardo che sa andare oltre la caligine di ogni presente. Ha senso se è un anticipo del futuro e se è ricco della nostra risposta al futuro.
Il futuro rende luminoso il presente, lo vivifica, gli dà un senso, ci fa lavorare con gioia ed entusiasmo. Rasserena e distende, offre una prospettiva, libera dalla miopia, allarga il cuore, gli occhi e i polmoni.
Il futuro è la nostra vita, è il nostro presente, è Dio in noi.


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