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Le imprescrutabili ricchezze del Signore

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Le imperscrutabili ricchezze di Cristo

Superati e assorbiti dall'immensità di Cristo


Al Congresso Eucaristico Nazionale di Catania ho vissuto il momento più grande della mia infanzia, che si è scolpito nel cuore per sempre. In quella occasione il Vescovo di allora parlò ai chierichetti della nostra diocesi e ci illustrò 'l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo'(Ef 3, 17 - 19).
Quel vecchio saggio, era talmente colto che si poteva permettere di parlare e rivelare queste cose ai piccoli (cfr. Mt 11, 25), farsi capire e incidere profondamente nella loro sensibilità. Ancora oggi cerco di leggere e ascoltare quel brano di San Paolo agli Efesini, con le orecchie, la sensibilità e la freschezza del bambino di allora e di sempre che ha conservato nel cuore quella provocazione ad aprirsi all'immensità di Cristo.
Ci ha presentato un Cristo che sfugge a ogni tentativo di incapsularlo nei criteri umani, non ha misure e limiti, spazia, supera ogni conoscenza. È più grande del nostro cuore, della nostra mente, della nostra intelligenza, del nostro amore.
S. Paolo ci aiuta a scoprirci superati da Cristo, che trabocca da ogni parte dei vasi contenitori della nostra realtà umana. Ci presenta una ricchezza imperscrutabile, insuperabile, incalcolabile incalcolabile:è L'Immensità, è La Grandezza.
Ci fa sentire piccoli dinanzi a Cristo, non solo vasi fragili, di creta ma vasi insufficienti, incapaci, per una realtà incontenibile che ci sfugge, è come voler tenere tutto il mare nelle mani; ci supera e ci trovolge, siamo sguarniti e indifesi su tutti i fronti: nella profondità, nell'altezza, nell'ampiezza e nella lunghezza.
Mi piace pensare a Cristo come una realtà viva che si espande e si diffonde senza esaurirsi, si moltiplica, si dona e si allarga in noi e soprattutto nel mondo. Amo scoprire e incontrare il Cristo vivo nelle persone vive; Il Cristo tutto intero nelle persone piene di Cristo. Scoprire la profondità, l'altezza, l'ampiezza e la lunghezza di Cristo nelle persone entusiaste, animate, vivificate dentro. Scendere la corda nella profondità del cuore delle persone afferrate da Cristo.
E' bello affacciarsi sul mistero di un'anima umana e far scendere lo scandaglio nella profondità del cuore di persone afferrate da Cristo, e scoprirne l'altezza, l' ampiezza e la lunghezza in loro: sono singole persone entusiaste, animate, vivificate dentro,da una Presenza che le supera immensamente e ne trasfigura la vita
Viene allora voglia di lanciarsi, tuffarsi, con-fondersi nell'immensità della scoperta, nel superamento di ogni limite e confine, come una goccia d'acqua nell'oceano, come il sale che si scioglie, si dissolve e viene assimilato nell'acqua del mare.
Cristo è una buona misura, pigiata, scossa e traboccante versata nel grembo(Lc 6, 38) che supera le nostre capacità, non entra nei nostri covoni.
San Paolo è un grande contenitore, un covone ricolmo, strapieno di Cristo. Ne ha preso la misura in quell'incontro sulla via di Damasco, ove la luce del Risorto ha sovrabbondato in lui, fino ad accecarlo. Allora la lunghezza, l'ampiezza, la profondità, l'altezza della conoscenza di Cristo hanno scardinato i suoi parametri e le sue unità di peso e di misura in un incontro sconvolgente che lo ha messo K.O, lo ha capovolto rinnovandolo dal di dentro. Cristo è entrato in lui e ha rotto tutti i limiti, si è rivelato "il di più" che in lui ha creato una dimensione di se stesso assolutamente nuova e inimmaginabile.
Atterrato ha visto il Signore dal basso verso l'alto, come Eric- Emmanuel che si è perduto nel deserto e racconta: 'Invece di cadere nella paura, ho avvertito, distendendomi sotto un cielo carico di stelle, grandi come mele, il contrario della paura: la fiducia. Durante questa notte di fuoco, ho vissuto un'esperienza mistica, l'incontro con un Dio trascendente che mi placava, mi istruiva e mi dotava di una forza che non poteva provenire da me. Al mattino, come una traccia, in impronta, deposta nel più intimo di me, c'era la fede.(Il Vangelo secondo Pilato, Ed San Paolo).'
Paolo ci entusiasma per la sua conoscenza e il suo parlare in prima persona di Cristo, non per sentito dire ma per quello che i suoi occhi hanno visto e le sue orecchie hanno sentito, ricolmo di tutta la pienezza di Dio.
È la nostra guida alla scoperta di Cristo. Chi più contemplativo, più mistico, più innamorato di lui, chi ce lo presenta più vivo, più vicino, più prossimo, più amabile e amato di lui? Ci insegna che anche noi possiamo incontrare il Signore in un grado così profondo e così elevato. Possiamo renderci contemporanei a Cristo, compagni di Cristo, pellegrini con Cristo, in una visione e in un ascolto interiore. Possiamo trovare Cristo in una visione e in un contatto nel profondo del cuore tanto da poter dire anche noi: tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui (Fil 3, 8 - 9). Incanta e abbaglia anche noi della luce che traspare dalla sua esperienza di Cristo.
Qualcuno mi ha detto: 'lei parla sempre dell'incontro con Cristo ma io non penso di averlo incontrato'. Gli ho risposto che anche il desiderio è una presenza viva e vivificante, che scava spazi di accoglienza di Cristo, presente ma, non ancora percepito, in noi .
Non so dire nulla di Cristo, ma ispirandomi a San Paolo testimonio di sapere soltanto che Lui è più vivo di me in me, che esiste più di quanto esisto io, che è più grande, più alto, più ampio di me in me ma soprattutto che è prima di me, oltre me, avanti a me. È la calamita della mia vita che mi trascina in avanti, che mi supera e non riesco a contenere. È il mio io più grande, più profondo, più ampio, più alto di me in me.


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