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L'annuncio

Vita del Santuario > Lettere del Rettore

L'annuncio
Quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa(Gv 4, 25)


Una coppia di genitori ha portato al santuario la figlia con grossi problemi. Questa piangeva a dirotto e urlava, non riuscivano a farla entrare perché si sentiva impedita.
Aveva fatto la 'fuga' con una ragazzino che era presente fisicamente ed era incinta: i due non erano ancora sposati.
Li ho incoraggiati a celebrare il matrimonio e i genitori mi hanno detto che anche loro non erano sposati.
Il padre mi sembrava distrutto, l'ho chiamato a solo ed è scoppiato in lacrime, gravato da un rapporto di coppia e da una vita familiare pesante.
Ci siamo incontrati a tre, con la moglie, in maniera molto costruttiva e abbiamo pregato tutti insieme.
Con loro c'era anche il figlio minore, un ragazzo di dodici anni. Gli ho chiesto se avesse fatto la Cresima ma non aveva fatto neanche la Comunione.
I genitori a questo punto mi hanno detto che anche loro non avevano ancora fatto la Prima Comunione.
Sono rimasto shoccato, come mai si possano verificare queste situazioni in terre di antica cristianità come le nostre.
Erano persone molto umili, semplici e aperte. Disponevano di un materiale umano più genuino di tanti 'mangia ostie' abitudinari.
Paradossalmente il dolore, la sofferenza stavano operando un miracolo in quelle persone che si aprivano, esprimevano la loro fiducia ed erano disposti a lasciarsi guidare.
Non era una situazione chiusa in se stessa, si rivelava feconda, come strada, come grazia, una porta che si spalancava nei loro cuori e nella loro storia; capace di generare persone e famiglie nuove, come un riccio dalle spine pungenti che porta dentro una ricchezza di vita.
È un miracolo incontrare persone pulite, cresciute come gigli su un cumulo di sterco, senza perdere la loro essenza di creature di Dio e il loro profumo creaturale, che bevono avidi le parole del ministro di Dio, come medicina per il loro male e sono disposti ad ascoltare e a mettersi in ubbidienza.

Un collega di lavoro è riuscito a strapparli a persone senza scrupoli ai quali si stavano affidando, spinti dalla disperazione. Ha attualizzato l'incontro di Gesù con i dieci lebbrosi: appena li vide, Gesù disse: Andate a presentarvi ai sacerdoti (Lc 17, 14).
Il credente è un intermediario fra il male e il bene, fra le fatiche di ogni giorno e la fede, fra l'uomo e Dio, porta le persone ai sacerdoti e in questo realizza una vocazione stupenda.
Anch'io quel giorno ho inviato cinque persone e un nascituro al loro parroco, per un bel po' di sacramenti!
Naturalmente ci si chiede come possano esistere queste isole escluse, incontaminate dall'esperienza di Chiesa e dai Sacramenti. Dov'erano gli anelli di congiunzione fra le persone di buona volontà e i sacerdoti?
Anche i loro familiari, vivono situazioni aggrovigliate, chissà dunque quanti arcipelaghi di gente che non ha ancora ricevuto l'annuncio!
Viene da impazzire per questi ritardi inspiegabili del treno della fede per le persone non ancora raggiunte.
Si tratta spesso di grosse parrocchie delle grandi città, con un solo sacerdote, ove ai lontani giunge appena qualche piccola goccia o qualche impercettibile riflesso di luce, assolutamente insufficiente di fronte alla dinamica della vita odierna.
Come è possibile che in una società cosiddetta "cristiana" riescono a sopravvivere realtà così escluse dall'incontro con Cristo?
Come mai nessuno se ne accorge e se ne rende conto?
A volte è anche questione di attenzione, per percepire, sentire certe cose, coglierle a volo. Mi è capitato di chiedere a coppie di sposi che venivano per il battesimo dei figli, se erano sposati in chiesa. Tutte le volte che l'ho chiesto si trattava di coppie non sposate. Un sesto senso mi faceva capire, subodorare certe situazioni.
Sono riuscito a portare al matrimonio diverse coppie che non avrebbero avuto il coraggio di programmare da sé un percorso di risanamento senza un invito dall'esterno.
Qualche coppia si è lamentata che non gli avevano rivolto quella domanda. Se la aspettavano, come spinta e incoraggiamento.
S. Paolo è sempre efficace e sintetico: come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati? … Chi ha creduto alla nostra predicazione? … Non hanno forse udito?(Rm 10,14-18)


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