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L’amore di Cristo ci spinge

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L'amore di Cristo ci spinge

Fare di Cristo il cuore del mondo

Nella giornata missionaria mondiale la parola del Vangelo: Rendete a Dio quello che è di Dio acquista un'eco e un peso fortissimo. Che cosa non è di Dio di quello che siamo e abbiamo? Come metterlo a servizio di Dio? Cosa ci chiede ancora il Signore?
È una Parola crocifiggente e impegnativa. C'è nella Chiesa una bella fioritura di sensibilità e disponibilità missionaria dei laici. Questa deve diffondersi e coinvolgere tutti i battezzati e non essere espressione di una meravigliosa elite.
Non tutti possono andare in missione ma tutti possono avere il cuore in Missione, vivere una comunione profonda con le fatiche dell'Annuncio missionario. Sentirlo proprio e viverlo nel profondo dello spirito, nell'impegno feriale delle nostre responsabilità e a volte nella nostra carne ferita e sofferente.
Tutti possiamo rinunciare a una giornata di lavoro, a un pranzo al ristorante, a una pizza, a un vestito, a un capriccio per dare al mondo la gioia di incontrare e conoscere Gesù Cristo.
Non basta l'iniziativa personale di offrire qualche moneta più pesante del solito ma bisogna farsi protagonisti di iniziative di sensibilizzazione missionaria, di parlare delle Missioni, di bussare al cuore degli amici e dei parenti.
Non bisogna dimenticare che la Congregazione di Propaganda Fide, l'Organismo missionario della Chiesa Cattolica è sorto in Francia per iniziativa di una donna laica!
Mi ricordo di un compagno di scuola al Liceo Classico statale che si faceva protagonista di una raccolta per i lebbrosi nell'Istituto.
Sono stato ospite di una famiglia animatrice del gruppo missionario parrocchiale: raccoglievano ferro, rame, alluminio e quant'altro poteva essere utile per ricavare soldi: ogni anno racimolavano 30 milioni di lire con i quali aiutavano i missionari di quella diocesi e anche me!
Un gruppo di signore realizzava ricami che poi vendevano per le Missioni e ogni anno mi chiamavano per consegnarmi un bel gruzzoletto.
Un gruppo di signore prepara arredi sacri che consegnano ai missionari delle zone più bisognose del mondo.
Un gruppo di siciliani che vivono in Veneto realizzava delle icone nelle tegole per sostenere la mia scommessa missionaria.
Un gruppo di amici della Puglia sono venuti in Sicilia per animare la giornata missionaria, producendo e vendendo orecchiette pugliesi.
Il problema è amare Gesù Cristo e bruciare dal desiderio di farlo conoscere a tutti. Ognuno di noi è una grande risorsa per la fede, per Gesù Cristo, se mettiamo la nostra intelligenza, le nostre capacità, le nostre iniziative a servizio del Vangelo, come nell'Offertorio della Messa: Tu ci hai dato e noi lo offriamo a Te. La mia vita me l'hai data Tu e la offro a Te, il mio tempo, i miei beni … Tutto passa attraverso di me ma non è mio né solo per me. Contemplo i Tuoi doni in me e ne godo in Te, con Te e per Te. Godo di un flusso di bene che passa attraverso il canale della mia vita per andare oltre.
Vorrei essere legna per ardere nel fuoco dell'amore per Gesù Cristo, nel fuoco della Missione, nel fuoco della Chiesa per fare luce e dare calore al mondo.
Dobbiamo farci dovere di inventare qualcosa nella Giornata Missionaria perché sia notata, visibile, il mondo veda e si renda conto.
Non possiamo limitarci alla raccolta nella Messa che è quanto di più scontato ci possa essere. Non è possibile ridurre la Giornata Missionaria a una raccolta in chiesa e neanche e solo a una raccolta di denaro.
Dovrebbe essere il momento alto della pastorale e della fede. Ogni giorno dovrebbe essere giornata missionaria perché il fuoco della Missione dovrebbe bruciarci dentro.
Una Chiesa, una parrocchia senza dimensione missionaria è il contrario di se stessa, si garantisce una vita grama perché plana troppo basso, non si esercita a librarsi verso l'alto e oltre i propri confini. La Missione ci garantisce il futuro perché ci fa andare oltre.
È troppo bello, troppo grande Gesù per tenerlo solo per noi o per rinchiuderlo in noi in una fede intimistica ed egoistica.
Gesù è spazio, apertura, superamento di limiti e confini. Non c'è modo più bello e idoneo per amare Gesù che parlarne, portarlo agli altri, desiderare di farlo conoscere a tutti.
Non c'è avventura più esaltante che l'avventura missionaria. Non c'è sentire più bello che il sentire missionario, il sentire per, vivere per Gesù Cristo!
Ognuno di noi deve situarsi al centro del mondo per contemplare il Cristo vivente che si espande e si diffonde nel mondo attraverso l'opera evangelizzatrice; col profondo desiderio di fare di Cristo il cuore del mondo.
Dovremmo essere, con la preghiera e col sogno, accanto a ogni fatica e a ogni impresa missionaria, come S. Teresina che vivendo in clausura si trasferiva, nella contemplazione, negli angoli più sperduti detta terra, accanto ai missionari.

(Don Carmelo La Rosa)


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