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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Liberare il Silenzio
La roccia del mio cuore
Essere felici di Dio
Un uomo anziano, alla vigilia delle sue nozze d'oro matrimoniali, mi ha fatto sognare e gioire, ripetendomi: 'sono felice, siamo felici, scoppiamo di felicità'. È stato per me il Vangelo della gioia.
È bello potersi dire sono felice di me, sono felice di te, sono felice di voi, siamo felici di noi. La cosa più bella è poter dire 'sono felice di Dio, son felice di Te, Signore'. Chi gliel'ha mai detto? chi ha provato a dirglielo?
A volte si resta shoccati nell'ascoltare le lamentele della gente nei confronti di Dio che richiamano certi processi popolari della Bibbia, contro qualcuno.
Sono stato colpito da un pensiero, dentro di me: dicevo al Signore: 'sono contento di Te'. Lo dicevo senza accorgermene e lo ripetevo in me e il pensiero mi dava tanto sollievo interiore.
È dolce poter pensare di essere contento degli altri o di qualcuno in particolare ma è sublime poterlo dire del Signore: 'sono contento di Te! Il mio cuore non Ti recrimina nulla.
A volte però può essere più facile esprimere la nostre fiducia in Dio ma non è comune vedere l'opera di Dio in noi, magnificarlo, lodarlo e trovarci rasserenati in Lui.
È come un fuggire da tutte le parti, trovare rifugio sicuro nel cuore di Cristo e sperimentare sicurezza, protezione, benessere, compagnia, star bene fino al punto di dire: 'Sono contento di Te!
Nella notte buia, nelle tempeste, sommersi dai lampi e dai tuoni della vita, avere la gioia di ripetere: 'Signore sono contento di Te! Come il bambino che si stringe al petto della mamma o del papà e in quel rifugio non teme ma gioisce di sperimentare un approdo sicuro.
Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita,di chi avrò timore?...Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia. Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario. Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva sulla rupe(Sl 27, 1- 5).
Se sono contento di Te, sono certo che non puoi non essere contento di me e sono ancora più contento di Te. Come la sintesi di una vita: Tu non mi hai ingannato, non mi hai preso in giro, non mi hai illuso. Io ho mancato molto nei Tuoi confronti ma non posso dir male di Te, non posso rimproverarTi nulla.
Tante cose non si possono dare per scontate ma si debbono tirar fuori, esplicitare, esprimere. Si ha bisogno, a volte, di dire e di sentirsele dire. Immaginando che anche al Signore fa piacere, è bello fermarci per dirgli che siamo contenti di Lui. È una gioia che ci riempie il cuore. Non è narcisismo: pensare di essere contenti di sé; ma è contemplazione: pensare di essere contenti di Dio.
Se sono contento di Te che sei in me, non posso non essere contento di me per quello che Tu fai in me: Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente. È ritrovare in sé il vissuto di Maria. Lei è la prima a dire e a insegnarci di essere contenti di dio, ad avere occhi per vedere l'opera Sua in noi e vederci in Dio, a partire da Dio, con l'occhio di Dio, a vedere Dio in noi, la Sua mano e la Sua opera.
Sarebbe bello immaginandoci la fine della vita, ribaltare il giudizio e appena incontrato il Signore, saltarGli al collo e gridarGli con gioia: 'sai, Signore, sono contento di te, della vita e della morte, della fede, di incontrarTi, di vederTi finalmente, dei Tuoi doni, di esistere, della Tua chiamata, di quello che hai fatto per me e hai fatto in me per gli altri.
Ogni giorno, ogni mattino e ogni sera poter iniziare e finire la giornata dicendoGli col cuore traboccante di gioia: 'Signore sono contento di Te, di iniziare un nuovo giorno per incontrare i Tuoi doni, della giornata trascorsa per la Tua presenza; per la Tua Parola che mi pungola il cuore e la vita, per l'alimento forte dell'Eucaristia, per la preghiera e per tutti i segni che sono riuscito a cogliere della Tua presenza.
Sono contento perché sono, di quello che sono, di quello che sei in me. Non so dirTi altro: 'Sono contento di Te'.
Gesù sono ancora più contento di essermi accorto di essere contento di Te e di avertelo detto. (Don Carmelo La Rosa)
Chi sei, cosa sei,Gesù? Forse potrebbe essere più semplice chiedersi cosa non sei, Gesù! Vorrei scoprirmi dinanzi a Te, senza falsi pudori, vorrei dirTi all'orecchio timidamente: Ti voglio bene, Ti amo Signore Gesù! (Da 'La Locanda, Gribaudi,Milano,2000)