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LA PIENEZZA

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > dalla PACE

La pienezza

Un anno, a Natale, per presepio, abbiamo realizzato una grande tenda, tipo indiano. Inizialmente era completamente vuota. C'era solo una scritta: Riempi di Te, Signore, il vuoto del mio cuore!
Mi domando: quanto è grande il mio vuoto, il vuoto del mio cuore, lo spazio per Dio, per la preghiera, per il silenzio?
Come poter riempire il mio cuore,uno spazio infinito che non si colma mai.
Siamo fatti per te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in Te. (S. Agostino)
Quanto amore può contenere il mio cuore?
Quanto di Dio ha trovato spazio e luogo nel mio spirito?
Quanto è pieno il mio cuore?
Quanta parte del mio cuore siamo riusciti a riempire di Te, O Signore?
Quanto diritto di cittadinanza trovi nel mio cuore?
Sono aperte per Te le porte del mio cuore?
Quante volte hai bussato inutilmente o hai timidamente avanzato il desiderio di essere accolto?
Sei a casa Tua nel mio cuore o Ti senti ospite?
Ma il vuoto ha bisogno di essere riempito non si realizza in se stesso, esplode come un gas compresso.
Il vuoto si realizza dando spazio a Colui che viene, diventando pieno o pienezza.
Sarebbe bello poter dire: dalla Sua pienezza abbiamo ricevuto grazia su grazia. (Gv 1, 16)
Quando saremo svuotati di noi, per essere pieni di Te?
Vorrei toccare con mano Colui che è presente nel mio cuore, sentirlo, vivere la Sua presenza in me, percepirla, coglierla e promuoverla: ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato (1Gv 1, 1).
Il vuoto schiaccia, soffoca, distrugge e fa scoppiare come un pallone eccessivamente gonfiato.
È come avere i polmoni asfittici e le arterie prive di sangue.
La preghiera dà respiro ai polmoni e mette in circolo il sangue nelle arterie.
Bisogna riscaldarsi e non essere assiderati dai venti freddi della vita ma saper stare di fronte a Gesù, il sole che sorge e lasciarsi riscaldare dai raggi della Sua presenza.
La Sua pienezza dilata il cuore, toglie i pesi dell'anima, rasserena, rassicura, rianima. è dolce e il Suo carico leggero.(Cfr.Mt 11, 28. 30): Venite




a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Non schiaccia ma alleggerisce, non pesa ma toglie i pesi.
Più ci riempiamo di Lui e più ci svuotiamo di ciò che aveva preso il Suo posto.
Di te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne (Sl 63, 2).
Ho tanto arretrato di vuoto. Ho tanto debito nei Tuoi confronti.
Avrei potuto fare molto di più per Te. Avrei potuto darTi molto di più e sono rimasto vuoto, vuoto di Te.
È come un debito che non finisce mai, che non si riesce mai ad estinguere per quanto è grosso. È una voragine aperta.
Il vuoto del mio cuore si è ingigantito a dismisura.
C'è tanto spazio per Te.
Si è accumulato tanto vuoto disponibile per Te.
Il vuoto cresce dentro impetuoso.
Il vuoto crea vuoto.
Corro invano a cercare fuori di me l'amato del mio cuore.
Tu eri dentro di me e io Ti cercavo fuori di me.(S. Agostino)
Dopo una vita che ti cercavo mi sono accorto che era una vita che Tu mi cercavi (Charles De Foucauld)
Avete visto il vuoto del mio cuore? Sto inseguendo il vuoto del mio cuore.
Chi si accorge del mio vuoto che mi soffoca? Chi lo vede?Chi se ne occupa?
Solo Tu, Signore. Il vuoto è per Te, è pronto per Te, esiste per Te, Ti attende, ti reclama, Ti chiama, prepara la strada alla Tua venuta.
Solo Tu lo puoi abitare e colmare. Solo in Dio riposa l'anima mia.(Sl 62, 2)
Questo vuoto che si è ampliato nel tempo, dà il senso della vita spirituale: un grande bisogno, una grande esigenza, una grande fame di Dio.
Siamo strozzati da questo vuoto come da un debito e tutta la vita vi corriamo dietro come una voragine che si allarga a dismisura e ci dà il senso dello spazio e ci fa sentire piccoli di fronte a un vuoto così grande.
Ma cos'è il vuoto?Esiste il vuoto? Come affrontarlo, combatterlo,ostacolarlo?
È solo il contrario del pieno, è l'assenza di una presenza o l'insufficiente presenza. Una fame che fa impazzire, un desiderio incolmabile, una nostalgia struggente. Il non bastare a se stessi, una proiezione, uno slancio.
Come un recipiente vuoto vorrei gettarmi nell'oceano della Tua presenza per essere riempito di Te fino all'orlo, perché Tu possa entrarmi dentro, permearmi fino in fondo e riempirmi di Te.
Come a Cana, le idre del mio cuore sono completamente svuotate, non hanno più vino (Gv 2, 3). Riempile di Te, Signore, fino all'orlo!

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