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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Il Bimbo
La notte luminosa
Nemmeno le tenebre per te sono oscure, e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce. (Sl 139,12)
Son partito presto, prima del giorno per recarmi all'aeroporto e ho percorso in macchina un viaggio da sogno, come affacciarmi alla finestra di un panorama di meraviglia crescente, dinamico e in evoluzione: il risveglio del creato e della luce.
Partendo dalla montagna e da una consistente altezza avevo la possibilità di godere un panorama molto ampio che si dilatava man mano che mi spostavo.
Nella notte tutto si rivelava e si manifestava attraverso le luci accese delle illuminazioni, che facevano come 'toccare con mano' ogni cosa, nulla sfuggiva e tutto acquistava forma definita, a differenza del giorno in cui, la luce diffusa a volte rende il panorama indefinito e vago senza particolari rilievi.
La luminosità si evolveva con il sorgere del sole, dando alle cose un aspetto surreale. Inizialmente tutto era rosso, poi tutto, man mano, si trasformava in giallo.
Non ero solo io in movimento e quindi il mio angolo di visione e ciò che si presentava ai miei occhi, ma anche il panorama che si focalizzava sempre più fino a risucchiarmi completamente nella pianura e nella luce del giorno.
Anche lungo l'autostrada c'era un profluvio di colori della natura, delle erbe che offrivano una varietà che sfidava qualsiasi immaginazione. Godevo l'ondeggiare di viola e di giallo che si alternavano.
Sembrava quasi di navigare in un mare di colori che, come onde riempivano gli occhi oltre che lo squallido ambiente che circonda l'autostrada, fatto di rocce vulcaniche tagliate.
Tanta bellezza gonfiava anche il cuore e lo poneva in un ambiente vivo e accogliente.
Un viaggio nello stupore e nella meraviglia, un aprire gli occhi al creato vivo che rivive e dà vita.
Ho goduto le ricchezze della notte e ho sperimentato che è un concentrato di bellezze che si rivelano gradualmente, uno scrigno che custodisce gelosamente le sue perle preziose finché la luce del giorno non gliele rapisce, come un ladro, e le rivela a tutti.
È meraviglioso uscire dalla notte, da ogni tipo di notte anche quella del cuore e dello Spirito. Riscoprire e godere la luce che sorge e la meraviglia dell'alba.
Il credente è un essere che va verso la luce, che sta uscendo e si distacca sempre più dalle tenebre, sente l'urgenza di liberare il cuore dalla notte, è sempre pronto a fare il salto, a tuffarsi nel giorno. È l'uomo dell'alba, del mattino, del respiro e della luce.
Paradossalmente solo la notte ci dona il giorno, solo le tenebre ci danno la luce ed è meraviglioso il nostro ciclo vitale che alterna luce e tenebre, giorno e notte. Sarebbe monotono vivere sempre nella luce del giorno, come in alcune zone della Terra.
Anche la nostra vita spirituale è un alternarsi di luce e tenebre, giorno e notte, grazia e peccato.
Viviamo anche le tenebre, attraversiamo anche le notti ma amiamo pazzamente la luce e paradossalmente amiamo anche la notte perché ci educa alla luce e ci partorisce il giorno.
La notte ci spalanca la luce, ci porta alla luce, ce la fa desiderare e amare.
Sì amiamo anche la notte ma soprattutto la fine della notte perché è l'inizio del giorno.
Ci mettiamo in comunione con tutti coloro che si trovano ancora nelle tenebre fitte della notte fonda, senza sbocchi e senza uscite di sicurezza,
Come Giuda che era nella notte e non ha saputo uscirne fuori perché gli è mancata la pazienza di attendere il mattino.
Anche la sua notte sarebbe stata seguita dal giorno, come avviene a tutti noi, raggiunti dalla luce della grazia, ma si è perduto nell'abisso della sua notte senza luce(cf.Gv 13, 30).
In ciascuno di noi c'è un peccatore e un santo. L'uno e l'altro si sviluppano su un piano che gli è proprio. L'uno e l'altro, non l'uno o l'altro. Tutti e due nello stesso tempo. Se l'uomo è peccatore, se ha cioè il sopravvento sul santo, il santo si sviluppa come può, come può sul piano immaginativo. Ne consegue che un peccatore che si converte non parte mai da zero. Ha progredito durante la sua vita di peccatore. Il santo che doveva essere è progredito. (Julien Green).
Come ardevo, Dio mio, come ardevo di rivolare dalle cose terrene a Te, pur ignorando cosa volessi fare di me. (S. Agostino)
Quando il mattino del mondo tarda a venire il credente sa trovare in sé la luce di riserva, risorsa mattutina che esplode con forza e si esprime nei colori della speranza.