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La nebbia

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da La Fedeltà

La nebbia
Avvolti nel mistero

Le nostre zone di montagna facilmente sono avvolte dalla nebbia che ci racchiude, ci contiene e diventa quasi come un guscio, una seconda casa.
L'esperienza più forte della nebbia l'ho fatta però a più di mille metri di altezza, sopra Messina, al santuario di Dinnamare, da dove, normalmente si gode un panorama mozzafiato sui due mari dello Stretto: una nebbia fittissima non permetteva di vedere neanche il nostro naso. Il santuario era aperto e da fuori si intravedeva una piccola luce sull'altare.
Nella delusione generale, dopo aver affrontato una sostenuta salita, ho avuto una illuminazione. Ho colto il messaggio della nebbia che avvolge la nostra vita che tenta di proiettarsi verso il divino: il mistero che copre la realtà di Dio, nel limite della nostra condizione umana.
Non vediamo Dio, siamo sempre avvolti dalla nebbia. Non raggiungiamo l'altezza della preghiera, per questa nebbia che ci rende incapaci di afferrare la realtà di Dio. La nostra fede è fioca perché è un cammino nella nebbia e un uscire dalla nebbia.
Ed ecco il messaggio di quella porta aperta nella nebbia, una porta invitante che tutti abbiamo trovato e attraversato: accoglienza, rifugio, riparo e ristoro. Ci diceva l'accoglienza di Dio che accoglie i suoi figli che vagano nelle nebbie del quotidiano, che apre spazi di luce nelle tenebre.
In quella luce ho visto la fede che squarcia le nebbie del nostro cuore e apre i nostri occhi alla visione del soprannaturale.
A volte la vita offusca i nostri occhi con paure, ansie e odiosità, camminiamo nelle tenebre,annaspiamo, siamo spiritualmente e socialmente miopi,non miriamo e non vediamo lontano e oltre, non abbiamo prospettiva ma tutto si riduce al nostro io. Si sono annebbiati i nostri occhi (Lm 5, 17).
Ma la nebbia ci ha raccolto in quella chiesa che richiamava le catacombe, una realtà sotterranea, ci proiettava verso quell'unica luce dell'altare che rischiarava un angolo e un anticipo di paradiso.
La nebbia non ci fa vedere gli altri, il bene che ci vogliono, il bene che ci circonda, non ci fa leggere nel cuore degli altri, ci acceca di fronte alle loro qualità.

Eravamo andati per cercare Maria e abbiamo potuto vedere solo Lei, illuminata da quella tenue luce nelle tenebre. Siamo stati condotti a Lei dalle nebbie. Lei si è rivelata come la Madonna delle nebbie, il faro sicuro ai naviganti, una luce nelle nebbie.
Le nebbie entravano dalla porta aperta ma ritornavano indietro come se una forza superiore le respingesse, immagine stupenda della forza della fede che si impone sulle realtà che offuscano la vista.
Il pomeriggio abbiamo contemplato da vicino la Madonnina del porto di Messina ed ecco che la parentesi del mattino si chiudeva. La vita si presentava come un cammino dalle nebbie verso lo splendore ma solo quando attraversiamo le nebbie si può godere e contemplare con gratitudine la luce e la bellezza.
Vivere è cercare la luce, uscire, allontanarsi sempre più dalla caligine dell'indecisione, del dubbio, dell'insicurezza. È aprire, spalancare il cuore alla realtà, a ciò che ci circonda, ci precede e ci supera. La nebbia della vita ci priva della proiezione, del futuro, della speranza e del domani, ci restringe nell'attimo presente e nello spazio limitato, nell'egoismo e nell'egocentrismo esasperato.
Se avessimo contemplato i panorami dei due mari, dalla cima, forse saremmo rimasti assorbiti da essi invece siamo stati avvolti dal mistero e siamo stati costretti a penetrarvi, ad entrarvi. S. Agostino ci parla in maniera superlativa di questa realtà: Tu eri dentro di me e io Ti cercavo fuori di me.
Sapevamo che c'era il tesoro, al di sotto di quelle nebbie, senza poterlo contemplare. Come nella vita: sappiamo ma non possiamo vedere. Crediamo non constatiamo. Attendiamo non possediamo. Siamo figli della promessa e non del possesso. Dio è sempre l'oltre, l'Altro, l'aldilà, l'invisibile, il promesso, il desiderato, l'atteso.
La nebbia ci pone in una profonda dimensione di speranza e di attesa: La nostra vita passerà come le tracce di una nube, si disperderà come nebbia scacciata dai raggi del sole disciolta dal calore (Sap 2, 4). Poiché ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te (Is 60, 2). Guarderà in alto e rivolgerà lo sguardo sulla terra ed ecco angustia e tenebre e oscurità desolante. Ma la caligine sarà dissipata, poiché non ci sarà più oscurità dove ora è angoscia (Is 8, 21 - 23). Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. (Ez 34, 11)



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