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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Il Dono
La ginestra
Il gioioso canto alla vita
Per evitare di attraversare i paesini ho imboccato la "quota mille", una strada che scorre a mille metri di altezza, sull'Etna, ove si alternano boschi di castagni, di pini, estensioni di lava vulcanica spenta e dalla quale si ammira un panorama molto vasto che dà respiro.
Ma questa volta la strada si era vestita a festa perché era circondata da un mare giallo di ginestra fiorita che attecchisce più facilmente ai bordi delle strade, ove si accumula un po' di terra.
La lava, dopo un po' di tempo diventa il regno della ginestra che è la prima pianta che germoglia nel fuoco spento, un vero miracolo della natura!
Perciò fiumi, laghi e mari di lava, estensioni di pietra nera si colorano e si profumano dei suoi colori e dei suoi profumi.
È un prodigio come una pianta possa spuntare dalle pietre e trovarvi alimento. Come possa farsi strada nella pietra, corroderla, sbriciolarla per trasformarla in luogo di vita e cavarvi fuori il proprio sostentamento.
La lava è segno di morte, lì ove giunge distrugge tutto, annienta secoli di fatica dell'uomo per bonificare, coltivare e rendere produttivo il terreno.
Viene come il ladro del Vangelo che ruba tutto, caccia via l'uomo, copre ogni traccia di vita, cancella le case, brucia gli alberi, i frutteti, le coltivazioni, rende tutto lugubre, crea desolazione e pianto.
Si riprende tutto, fa tutto suo, come una forza immane della natura che caccia via la vita.
Con la ginestra la natura si risveglia, ritorna, ricopre, riavvia il processo vitale.
La ginestra ci dimostra che tutto vive, ha vita, è vita, vitale, anche la pietra. In tutto c'è il germe, la spinta, l'energia di vita. Tutto è per la vita.
La natura anche nel disordine, nel caos, nella distruzione sa riprendersi, produrre vita, risorgere, risollevarsi, rivivere.
Ha impresso in sé il sigillo della vita, esiste per la vita. Anche se, a volte, con estrema fatica, come ci insegna la ginestra - segno della caparbietà - la natura, la vita deve vivere, non può arrendersi e fermarsi di fronte agli eventi catastrofici.
La vita è viva anche quando non riesce ad esprimersi o si esprime con fatica ma il processo vitale è più forte di ogni forza avversa e di ogni ostacolo.
È esaltante sperimentare che la creazione stessa attende con impazienza la rivelazione … e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. (Rm 8, 19 - 21)
La natura sa attendere, non ha premura, ha tempi lunghi, tanto quanto serve per riprendersi tutto.
Quale maestra di vita e quanti insegnamenti ci offre, quanti spunti di riflessione, quante provocazioni!
Ci sentiamo un nulla di fronte alla caparbietà e alla forza della natura che sa quel che vuole, arriva dove vuole e non si lascia fermare da forze esterne.
Vediamo la pazienza di Dio e i Suoi tempi lunghi che mettono in evidenza e contraddicono la nostra impazienza e i nostri tempi corti, non solo con gli altri ma anche con noi stessi.
Ripensiamo al tronco di Jesse, al suo germoglio, a Gesù che prende carne nell'aridità e nel deserto degli uomini.
Gesù: la vita in un mondo morto e appassito; la speranza nella disperazione; la luce nelle tenebre, la vita dopo la morte, il fiorire della speranza nella desolazione, la danza dopo il lamento, l'allegria dopo l'abito dell'afflizione!
Gesù, l'irruenza, l'esplosione, la vittoria della vita; la primavera del mondo; l'alba del mattino; la realizzazione delle promesse; il sogno concretizzato; il cuore che ribatte; i polmoni che ridanno respiro; le catene spezzate; il canto del mattino; un oceano di ginestra fiorita.
Maria ci dona il bambino, riparte la vita, risorge la speranza.
Lei è uno schiaffo alla morte.
Getta nella perdizione la disperazione.
Sconfigge la vecchiaia e la tristezza del mondo.
Quel bambino è l'inizio di tutto.
Riparte il ciclo vitale.
La natura si rimette in moto.
Si riavvia la ruota della vita.
Riparte il motore, si riaccende la scintilla del creato.
La natura ritrova l'alito di vita della creazione.
Che meraviglia quando tutto ciò avviene in noi, quando si frantumano i cuori di pietra e le lave che lo hanno soffocato!
Riparte la speranza, esplode la luce, rivive la fede, si accende il canto, si illumina il viso, risplende il sorriso, si allarga il cuore, si frantumano gli ostacoli, si salta di gioia, sorge maestoso il nostro "Sì" a Dio e alla vita.
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