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Vita del Santuario > Lettere del Rettore
La cetra
Gli elementi scambiavano ordine fra loro,
come le note di un'arpa variano la specie del ritmo, pur conservando sempre lo stesso tono.(Sap 19, 18)
In Missione ho scoperto che l'attività pastorale è come il suono dell'arpa.
Dopo mezzo secolo di persecuzione religiosa, di silenzio forzato su Dio e di religiosità fuorilegge, dovevo scoprire e far emergere la sensibilità religiosa sotterranea.
Poiché loro avevano conosciuto solo una religiosità preconciliare che noi non avevamo provato, eravamo due mondi, due epoche, due lingue, due culture, due mentalità e sensibilità a confronto!
Bisognava trovare elementi in comune, coincidenze nella pratica religiosa, basi di partenza su cui lavorare, per non imporre il proprio modo di pensare.
Tante cose che per me erano importanti, non suscitavano alcuna risonanza. Altre per me secondarie, li facevano scattare con entusiasmo.
Mi è venuta allora l'idea dell'arpa e ho capito che il pastore dovrebbe essere come un suonatore di arpa. Suonando tutte le corde riesce a distinguere quelle efficaci e sensibili da quelle mute.
Nella predicazione dovrebbe far vibrare tutte le corde di chi ascolta, creare un concerto spirituale di echi e risonanze che si armonizzano e si incontrano nella comunione.
A volte cogli questo sentire comune, l'unità del respiro, dell'ascolto e dello sguardo. Gli occhi e le bocche aperte allo stesso modo e l'espressione dello stesso stupore in viso.
Una sinfonia silenziosa di cuori che vibrano e di danze non espresse. Cosi anche per le celebrazioni, quando percepisci il cuor solo e l'anima sola (At 4, 32); l'unità dello spirito … Un solo corpo, un solo spirito, una sola la speranza ;… un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. (Cfr. Ef 4, 3 - 6)
Quando vivi l'assemblea come un'arpa e ne percepisci il suono e godi il ritorno della Parola come l'eco che ti ritorna indietro e ti riporta la Parola accolta e assaporata.
Non è facile far vibrare le Comunità come cetre.
Devi essere tu innanzitutto in vibrazione, in movimento, in suono.
Devi permettere al Signore di far suonare tutte le corde del tuo essere ed avviare il concerto, come il maestro d'orchestra che dà la nota.
In Missione ho provato la gioia di cogliere dal volto degli ascoltatori, la gioia e il godimento della novità.
Tutto era assolutamente nuovo per loro. Avevano una grande arsura di dissetarsi della Parola di Dio.
Godevano la predicazione. La assorbivano come le spugne.
Non sciupavano nulla. Coglievano tutto. Percepivi il suono della Parola che andava a posarsi nel terreno del loro cuore.
All'elevazione si alzava un sibilo unico di tutte le voci, un'esclamazione di stupore ed esultanza, un sottofondo musicale, una musica dello spirito, un concerto di vibrazioni interiori di fronte all'Ostia e al Calice.
Tutte le mani erano alzate allo stesso modo e gli occhi di tutti si facevano più grandi delle orbite.
Nessuno gliel'aveva insegnato. Era parte del passato o risonanza della gioia di un passato ritrovato, di un sogno compiuto?
La Comunità che prega è l'esperienza più alta e più bella della preghiera.
Tanta preghiera - una preghiera; tanti cuori - un cuore solo; tante eco - una sola eco; tanti suoni - una sinfonia. Nella Comunità Dio ci fa il dono più alto e ci comunica il Suo essere Comunione - Trinità.
Non ha senso accostarsi alla Comunione se non si sa fare comunione, se non si soffre e gioisce per la comunità, se non si gode di pregare con gli altri: uno accanto agli altri, inglobati e assorbiti nel tutto.
Ogni corda è una persona e il pastore ha il compito di attivarle tutte, di ridarle un suono, di armonizzarle insieme e di renderle attive.
Far ritrovare un ruolo e un compito ad ogni persona, valorizzando le sue doti.
L'arpa ha bisogno di tutte le corde, nessuna di esse può restare estranea o spettatrice, primeggiare o avere un ruolo di protagonista assoluta.
Ogni corda ha una parte insostituibile e irrinunciabile come ogni persona nella comunità ha un dono da esprimere.
Ogni comunità è una corda della grande arpa della Chiesa e il Signore le raccoglie tutte nell'unità e le fa suonare in un concerto universale.