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Vita del Santuario > Lettere del Rettore
Il Vangelo secondo me
Dio é più grande del nostro cuore(1Gv 3,20)
Il primo Comandamento asserisce categoricamente: Tu non devi prostrarti ad altro Dio, perché il Signore si chiama Geloso: egli è un Dio geloso (Es 34, 14), ma probabilmente nelle nostre menti e in nei nostri cuori non ha più eco perché ci dilettiamo a costruirci un Dio a nostro uso e misura, un Dio 'secondo me'.
Ognuno fa i suoi ritagli, le sue accorciature, tira il lenzuolo dal suo lato; si immagina e si costruisce il suo Gesù come un abito realizzato su misura; toglie dal Vangelo a suo piacimento.
In Missione, durante la rivoluzione ci fu l'assalto a tutto ciò che si poteva prendere, per paura di rimanere poi senza nulla.
Io gridavo che i Comandamenti di Dio erano sempre 10, che il settimo non era stato cancellato.
Parlando con le persone ci si rende conto che ognuno ha fatto i suoi sconti alla fede e al Vangelo.
Era un altro ritornello in Missione: che nella fede non si apre mai la stagione delle svendite, degli sconti. Sarebbe un abbassare di prezzo. I tesori della fede non possono mai scendere di costo. Il sangue di Gesù sparso per noi acquista e non perde mai valore.
Se partiamo da Lui ci mettiamo in dimensione di accoglienza dell'Amore di Dio, di un dono, un sacrificio, uno sguardo, una predilezione, una salvezza. Ci lasciamo raggiungere dal Suo amore.
Questa era la dimensione dei Santi, come Francesco di Assisi che guardava al Crocifisso e non se stesso e piangeva d'amore per Lui. Aveva l'ossessione di togliere qualcosa al Vangelo, di annacquarne lo spessore profetico e rivoluzionario. Chiedeva e offriva un Vangelo 'sine glossa', senza commenti, senza note, alla lettera, così com'è.
La sua conversione è dovuta proprio all'incontro con la Parola di Dio e al prenderla sul serio, alla lettera, senza ragionarci sopra.
Non faceva altro che ubbidire a Gesù che ci ha comandato di non togliere neanche un iota. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.(Mt 5,19)
Il vertice della cattiva fede è la strumentalizzazione della Parola, per giustificare i nostri comportamenti: è vero che il Vangelo dice … ma io …
Anche noi dovremmo toglierci di dosso gli abiti della mistificazione per indossare quelli della spoliazione di sé, dell'umiltà e dell'obbedienza in Cristo e nella Chiesa.
Sarebbe una terribile delusione dover prendere coscienza di non aver seguito Gesù ma un fantasma inesistente, una fantasia su di Lui, una nostra immaginazione, una nostra edizione riveduta e corretta di Lui, un arrangiamento, una mistificazione, una reinterpretazione, una riduzione.
Gesù è Gesù. È intoccabile. Prendere o lasciare. Non esiste un Gesù 'secondo me', arrangiato e annacquato, a mio uso e misura, così come non esistono una fede, una religione, una morale cristiana 'secondo me'.
Se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! (Gal 1, 8)
Non esiste un quinto Vangelo, quello 'secondo me' a cui ispirarmi.
Gesù è reale, concreto, ha contorni precisi, non è vago, aggiustabile, arrangiabile, riducibile, adattabile, plasmabile. È integrale, totale, tutto di un pezzo: chi non è con me è contro di me(Mt. 12,30)
Gesù è l'indivisibile, come la sua tunica, senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo.(Gv 19, 23)
Non cambia il colore della pelle, come il camaleonte, per adattarsi alle situazioni, non si sottopone ad alcuna mimetizzazione. È quello che è, Colui che è (Es 3, 14).
Non si vergogna e non ha paura di sé: 'Dunque tu sei re?'. Rispose Gesù: 'Tu lo dici; io sono re' (Gv 18, 37).
Non fa nulla per assecondare aspettative ingannevoli, non si adatta a ruoli che non gli si addicono, non abbassa il tiro e non tace. All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio.(Lc 4, 28 - 29)
Nella contemplazione della Croce noi ci mettiamo di fronte all'infallibile immagine di Gesù, al vero Gesù che non inganna e non si maschera, alla totalità del Suo messaggio e all'essenza della Sua vita.
Tante idee riduttive sottintendono la rimozione della Croce, quella di Gesù e quella nostra.
Gesù Crocifisso è il punto fisso, il punto fermo della nostra vita e del mondo. È l'energia di vita del creato.
È il sole che sorge al quale riscaldarci e dal quale farci illuminare; l'alito di vita; la vita che si espande in noi; il lievito che ci fermenta dal di dentro; la luce del mondo; il cuore dell'universo.
Come cambiare Gesù? Cosa cambiare in Gesù? Siamo noi che dobbiamo cambiare in riferimento a Lui.
Gesù fa impazzire perché non riusciamo a raggiungerlo e a possederlo completamente, perché è infinito, ci precede e ci supera, fa anche noi grandi nella contemplazione della Sua grandezza.
Cosa dovremmo farcene di un Gesù ridotto, minore, roba per persone limitate o incapaci?
Il Vangelo è la Buona Notizia di Dio non è il libro del mio tradimento alla fede e a Dio. Il contenitore del vino buono dell'Alleanza e non dell'aceto dei miei arrangiamenti su misura.
Abbiamo bisogno di persone che si fidano veramente di Dio, che prendano il Vangelo come oro colato.
Fa rabbia non rendersi conto di quale potenza, quale energia, quale 'bomba atomica', Gesù ci mette nelle mani, per poterci concedere il capriccio di annacquare un messaggio così alto e così bello, pur di fare trionfare la nostra singolarità!
Abbiamo bisogno di un esodo radicale e profondo dal vitello d'oro secondo il mio cuore al mio cuore secondo il cuore di Dio.
Dal faraone del mio egoismo al cammino, a piedi scalzi, verso la terra promessa.
A volte ci meravigliamo di tutti i tentativi di aggiungere altri Vangeli, del fenomeno dei Vangeli apocrifi.
Non ci rendiamo conto però che noi non solo tentiamo di darci altri Vangeli ma che la nostra vita stessa è un vangelo capovolto, sconfessato, falso.
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