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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Il Dono
Il sogno
Il desiderio di andare a Gerusalemme
Adelina era una novantenne con la capacità di spalancare un bel sorriso di giovinetta e la cura di non rivelare la sua età poiché aveva freschezza da esprimere e voleva vivere nella normalità, senza farsi compatire.
Non si era sposata e aveva trascorso la vita realizzando particolari lavori in lana e all'uncinetto e accudendo i genitori anziani.
La mamma le aveva insegnato a non dare troppa confidenza alle persone 'comuni' perciò aveva vissuto una vita appartata, ovattata e isolata.
A oltre ottant'anni si era aperta alla vita, partecipando alle varie iniziative della parrocchia, col desiderio di comunicare, di 'godere' la spiritualità e la fraternità e perciò partecipava con gioia alle iniziative al di fuori della chiesa, con la freschezza e l'apertura d'animo tipica di chi ha arretrati di vita da assaporare e la solitudine di anni da neutralizzare.
Veniva alle gite e desiderava starmi vicino, per cogliere tutto, ogni parola e ogni gesto.
A pranzo la facevo felice, facendola sedere accanto a me. Lei aspettava la mia chiamata: 'Signorina venga qui, si sieda accanto a me'. Il suo sorriso si allargava all' infinito e il suo volto diventava luminoso.
Aveva un gran rispetto del prete. Lei vedeva, amava e onorava il prete. Difficilmente ho trovato persone che sanno coniugare come Adelina l'amore e la discrezione, capaci di dimostrare la partecipazione senza diventare invadenti, restando sempre un passo indietro.
Anche a me diceva di stare attento, di non dare troppa confidenza alla gente perché non capisce nulla del prete.
Così lei venne pure a Lourdes, a Fatima e a Czestochowa. Era un azzardo per me, portare una malata di cuore, contro il parere di tutti ma sentivo che bisognava osare, che non potevo deluderla, perché adesso stava affacciandosi alla scoperta delle manifestazioni religiose e del mondo.
In questi viaggi lunghi non rinunziava a nulla, anche esausta, partecipava a tutto.
Aveva dato la sua adesione ideale al prossimo viaggio in Terra Santa e ci teneva a prendervi parte.
Dopo il viaggio in Polonia cominciò a star male, non telefonava e non rispondeva, e preoccupato per il suo silenzio andai a trovarla. Stava male e mi disse che comunque desiderava venire a Gerusalemme ma in altre visite successive stando sempre peggio cominciò a dire che non sapeva se poteva venire a Gerusalemme.
Quando si aggravò ancora di più mi dicevo tra me: 'è sicuro che andrà a Gerusalemme ma non in quella terrestre, ma in quella celeste'.
Quand'era gravissima andai a trovarla. Alternava momenti di lucidità ad altri di spasimo e ancora ad altri in cui si assopiva. Per dare il suo assenso alle domande apriva un po' gli occhi.
Per provocarla le dissi: 'Signorina dobbiamo andare a Gerusalemme!' Questa volta spalancò gli occhi. È stato per me il più bell'accompagnamento alla morte della mia vita!
È bello morire con un sogno nel cuore, un sogno che ci faccia spalancare gli occhi anche in punto di morte e il sogno più bello della vita è andare a Gerusalemme, a incontrare il Signore.
Un sogno più grande di noi e che vada oltre la morte.
Un sogno che la morte ci mette in condizione di realizzare, per il quale vale la pena morire.
Gerusalemme è il sogno della vita, la città del sogno, il sogno più grande che ha accompagnato la nostra esistenza.
Adelina non ha mai smesso di sognare ed è morta con un bel sogno nel cuore.
Ha fatto godere anche a me il Salmo 122: Quale gioia, quando mi dissero: 'Andremo alla casa del Signore'. E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme!
Mi ha fatto rivivere gli incontri belli con Gerusalemme, l'amore e le lacrime di Gesù per la città del Suo cuore, l'amore dei credenti di tutti i tempi per la città che più di ogni altra ha un richiamo religioso che va oltre la vita terrena.
La città che non finisce di attirare milioni di persone da tutto il mondo, per la quale tanti muoiono e sono pronti a morire.
La città capace di far morire sognando.
Ma soprattutto ciò che essa richiama ed esprime: la città delle città, la Gerusalemme celeste.
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