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IL SAPORE DEL PANE

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > dalla PACE

Nudità spirituale

Fu un momento di verità, di estrema sincerità, come se tutti, in un attimo, avessero messo a nudo la propria coscienza dinanzi all'altare.
Eravamo al cimitero a valle di Uje e Bardhe(acque bianche) -per le acque sulfuree che emergono spontanee - in una bella mattinata di sole. Una grande distesa di gente attorniava l'altare. Ogni anno il 10 marzo si ricorda il martirio di 400 cristiani, morti per difendere la fede dagli ottomani. La chiamano 'la festa dei quattrocento', pare che il posto del loro martirio fosse proprio l'attuale cimitero.
Ho spiegato il significato del martirio, sollecitando i presenti a dare anche oggi testimonianza di fede nel rigetto di comportamenti contrari alle indicazioni di Gesù Cristo e del Vangelo: il rubare, l'odio, la vendetta, la violenza.
Sul tavolino portatile che fa da altare ho messo un crocifisso e ho in vitato chi non aveva odio nel cuore a venire a baciarlo. Anche se vanno matti per toccare e baciare ogni immagine sacra … nessuno si è mosso; hanno abbassato la testa, dal più grande al più piccolo e sono rimasti fermi. Solo Franjo, un giovane handicappato, avanzando ha inciampato nel filo del megafono. Il suo incedere ha raggelato e mortificato ancora di più l'assemblea.
Dopo ho invitato a baciare il crocifisso chi desiderava perdonare. Si sono alzate solo tre donne.
Ho fatto notare che la predica l'avevano fatta loro, con il silenzio e ho messo in risalto che quello è il loro martirio, la loro sofferenza più grande. Subito dopo si è alzato Nicola, uno del Consiglio della Chiesa e ha gridato: 'Signore aiutami a perdonare … ma non a tutti, e a poco a poco' ed è venuto a baciare il crocifisso. Lo ha seguito un vecchio.
Dopo la messa mi sono fermato con il gruppo degli uomini e fra l'altro abbiamo parlato anche del perdono. Hanno detto che se si fossero alzati sarebbero stati falsi. Ho messo in risalto la coerenza: meglio nessun bacio che il bacio di Giuda.
Ho manifestato loro tutta la mia comprensione, per la difficoltà di smentire se stessi, dopo una vita di violenza e rancore. L'importante è volere; arriverà per ognuno il momento di Dio.
Ogni domenica, fino a Pasqua, ci sarà il crocifisso sull'altare e chi si sentirà, senza fretta, verrà a dare la testimonianza di fede.
Una commissione di anziani lavorerà per riconciliare le famiglie. Ho chiesto che il venerdì santo consegnino dinanzi al crocifisso i coltelli che hanno per difendersi o per attaccare. Poi debbono scomparire anche le pistole!
Mi piace sognare … Ma quella nudità spirituale mi ha preso in contropiede. Anche i migliori non hanno osato alzarsi né guardarmi. La verità a volte fa male. Come è difficile capire questo popolo sconvolto nei suoi sentimenti più profondi!

Dal mio libro: Il sapore del pane, Frammenti di Chiesa in Albania, Ed. La Meridiana, Molfetta(BA), 1995

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