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Il rifugio

Vita del Santuario > Lettere del Rettore

Il rifugio
Fa splendere il Tuo volto e noi saremo salvi(Sl 79)


A volte sembra di essere inseguiti da disguidi e contrarietà che non ci danno tregua, come ci dice il Salmo 61: fino a quando vi scaglierete contro un uomo, per abbatterlo tutti insieme, come muro cadente, come recinto che crolla?
Si ha bisogno di fermarsi, di avere momenti di sosta, per distendere lo spirito.
Ci viene incontro lo stesso Salmo che ci fa ripetere due volte: Solo in Dio riposa l'anima mia; in lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia difesa: non potrò vacillare.
Un altro salmo ci fa dire: Quando mi assalgono i malvagi per straziarmi la carne, sono essi, avversari e nemici, a inciampare e cadere. Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia. (Sl 27, 2 - 3).
Abbiamo bisogno di affidarci e credere alla potenza di Dio, non soltanto alla Sua debolezza.
Di sentirci profondamente sicuri nelle Sue braccia.
Di superare il nostro senso di insicurezza cronica, di masochismo inconscio che quasi ci fa desiderare di soffrire.
Dobbiamo crescere all'ombra della potenza e della forza di Dio che ci fa maturare nella sicurezza e solidità spirituale.
Il nostro cuore non teme. Le difficoltà sono concrete e palpabili. Lo sono in maniera molto più forte anche la compagnia e il sostegno di Dio.
La fede ci fa fare il salto nell'affidamento profondo alle braccia amorevoli di Dio.
Un canto ci fa dire: Se tu credi vedrai la gloria di Dio.
La fede ci pone ai bordi del sepolcro per essere testimoni della lotta fra il bene e il male, fra la vita e la morte, la luce e le tenebre.
Ci fa testimoni del Risorto, della Resurrezione.
Fa dire anche a noi: abbiamo visto il Signore! abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi(1Gv 4, 16).
Il miracolo è la pace: Ho combattuto la buona battaglia(2Tim 4, 7).
Beati noi che abbiamo il cuore di Cristo, ricchezza incalcolabile ove poterci rifugiare e nascondere.
Un rifugio sicuro: mi rifugio all'ombra delle tue ali (Sl 57, 2).
Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me (Sl 23, 4).
In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.(Rm 8, 37)
Dobbiamo ancora scoprire le potenzialità del Cuore di Gesù che non può essere ridotto soltanto a oggetto di devozione per donne che eccedono in sentimentalismo.
Il cuore di Gesù è una collocazione di carattere spirituale, un sito, un luogo sicuro.
È la casa paterna, la dimora ideale del credente.
La meta da raggiungere.
La nostra casa, come il guscio per un mollusco.
Il sogno è abitare, prendere dimora stabile nella pace del cuore di Cristo.
Non ci si può limitare a degli assaggi, a dei momenti occasionali e staccati ma accogliendo l'invito di Gesù a rimanere nel Suo amore, fare dello stare nel cuore di Cristo il momento unico, la dimensione unica, la continuità della nostra vita. Dove andare lontano dal tuo spirito?(Sl 139, 7)
Il Cuore di Gesù non è distante da noi ma deve essere il nostro luogo, il luogo bello che abbiamo sempre desiderato. Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario. Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva sulla rupe.(Sl 127, 4 - 5).
Paradossalmente potremmo bazzicare in chiesa da mane a sera ma non conoscere, non frequentare, non avere dimora stabile e duratura nel Cuore di Gesù.
Agitarci, affaccendarci ma non essere come Maria, la sorella di Marta, in una dimensione di colloquio prolungato con Gesù, in uno stare a cuore a cuore con Gesù e stare in Gesù, entrare nella Sua vita, far parte di Lui, essere una cosa sola con Lui, come Lui è una cosa sola con il Padre.
Essere un frammento del Suo essere e della Sua vita.
Stare bene di Lui, stare bene con Lui e stare bene in Lui.
Collocarsi in Lui, ove non c'è morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate (Ap 21, 4). Ove ogni cosa acquista un altro senso e un altro valore. Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.(2Cor 5, 17)
Le preoccupazioni, gli affanni, i malesseri si fanno dovere di collocarci al di fuori del Cuore di Cristo ma noi dobbiamo resistere con tutte le forze perché come dice S. Benedetto, nulla sia anteposto a Cristo e nulla ci collochi al di fuori del Suo Cuore.
Al di fuori di Lui è la steppa, il deserto, l'esilio sui fiumi di Babilonia.
Siamo nel Suo cuore se siamo in grazia di Dio, nell'obbedienza al Signore.
Il peccato ci colloca fuori della vita di Dio.
Stupenda l'espressione di Don Milani: Io uscire dalla Chiesa? E dove potrei poi trovare il perdono dei peccati?
Per noi la Comunità è il prolungamento e l'incarnazione del Cuore di Cristo: Quale gioia, quando mi dissero: "Andremo alla casa del Signore". E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! (Sl 122, 2).
È il gregge e il recinto sicuro, il luogo del benessere, della sicurezza e dell'armonia, il raduno di coloro che scelgono come casa il Cuore di Gesù.
Quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!(Sl 133, 1)

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