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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Il Bimbo
Il Pane
La fame dell'Eucaristia
Pregando il Padre Nostro, nella Messa, la mia attenzione è stata colpita dall'espressione Dacci oggi il nostro pane quotidiano (Mt 6, 11); l'ho sentita e vissuta in chiave eucaristica.
Pensavo all'ansia della Chiesa, dei Pastori, per l'insufficienza del numero di coloro che spezzano il Pane, soprattutto in alcune zone del mondo, ove non si riesce a dare i pastori alla comunità.
Dev'essere terribile non avere persone da mandare, per saziare la fame dei credenti.
Presterei la mia voce e mi unirei a coloro che sentono profondamente il bisogno del Pane di Vita Eterna, (Mt 4, 4) e mi richiamano:
-le drammatiche e attuali parole della Vergine a Cana:Non hanno più vino(Gv 2,3)
- l'apprensione dei Dodici: Non abbiamo che cinque pani e due pesci (Lc 9, 13) e dell'apostolo Filippo: Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo (Gv 6, 7);
- le semplici parole dei discepoli di Gesù:dacci sempre questo pane (Gv 6, 34);
- le parole di Gesù: La messe è molta ma gli operai sono pochi, pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe! (Mt 9, 38).
Prendete, mangiate (Mt 26, 26). La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda (Gv 6, 55). Il pane è nel forno e non c'è chi lo tiri fuori e lo distribuisca, per riempire il mondo della sua fragranza.
Diverse cose mi stupiscono e mi sorprendono:
- la vita di Gesù fatta dono nel Pane, meraviglia del modo di raggiungerci di Dio e di immedesimarsi nella nostra vita e nella nostra vicenda quotidiana;
- le messi abbondanti che richiedono operai generosi e restano un imperativo per le coscienze dei credenti e per la Chiesa;
-popoli cattolici che hanno pochissimi pastori e quasi esclusivamente stranieri;
- la persistenza di pastori dediti ad altre attività di carattere culturale e sociale, a volte, senza una dimensione pastorale;
- pastori che - per rendersi presenti fra la gente, in maniera più immediata e sensibile - danno l'impressione, a volte, di voler rubare il mestiere ai politici e ai sindacalisti.
Quale grido di giustizia dei poveri, degli affamati di Dio, delle pecore senza pastore(Mc 6, 34), sale allora al Padre, in ogni Eucaristia:Dacci oggi il nostro pane quotidiano (Mt 6, 11). Mostraci il Padre e ci basta! (Gv 14, 8). Parlateci di Dio!
Pane senza limiti e senza misura, quando arriverai alla bocca e al cuore di tutte le genti, tutti i popoli, tutti gli uomini, tutto il mondo?
Noi adoriamo, contempliamo Dio nel pane; l'uomo e il mondo; i drammi umani; gli affamati di giustizia, di pane e di Eucaristia; il tumultuare delle genti e le tragedie umane nel Pane, essenza della vita e del vivere, immagine e senso del nostro essere credenti.
Io sono il Pane vivo … per la vita del mondo (Gv 6, 51 ), Chi mangia questo Pane vivrà in eterno (Gv 6, 58).
Pane, sei grande quanto il mondo, quanto Dio! In Te batte il cuore di Dio e il cuore del mondo, il cuore dei "piccoli"; c'è tutto il sangue delle fatiche e delle lotte umane del vivere.
Di fronte a gente sazia di altri cibi, rinnovi l'invito: Prendete, mangiate!
C'è gente che non conosce più il pane, non mangia più pane!
I cassonetti della spazzatura sono pieni di pane gettato che fa tornare alle orecchie inorridite della nostra sensibilità spirituale, l'invito di Gesù: Prendete, mangiate!
Profezia di quei cassonetti, come cesti sull'altare, traboccanti di pane che attende di essere mangiato! Lì dovremmo celebrare la Messa, per cogliere il grido di quel pane profanato, simbolo del Pane dell'altare che molti non hanno e altri ripongono fra le "inutilità"e i ricordi.
Domande e contraddizioni si congiungono e si intersecano in me. Quando dal cassonetto della spazzatura - che spesso siamo ognuno di noi -gli altri potranno cogliere quella voce sommersa che grida nel deserto(Mt 3,3):Prendete, mangiate!?
Un'immagine significativa raffigura Gesù in un campo di grano biondeggiante,pronto per la mietitura. È il commento alla parola di Gesù:La Messe è molta ma gli operai sono pochi, pregate il padrone della Messe perché mandi operai nella sua Messe (Mt 9,37).
Dovremmo pregare, qualche volta, nelle vigne e nei campi di grano, di fronte alla moltitudine delle spighe, alla singola spiga e al singolo granellino di frumento, al suo messaggio, alla sua ricchezza, di fronte alla vita. Contemplare la vita: la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga(Mc 4, 28).
Il rapporto fra il Pane Eucaristico e il credente ha mille sfaccettature. Chiara nel film "Fratello Sole e Sorella Luna",quando passa Francesco e i suoi fraticelli, scende e porge loro un pane meraviglioso, ricco di simbologia, un sole luminoso, come una luce nelle mani: un'immagine bellissima. I frati hanno fame. Nessuna porta si apre per i figli dei ricchi di Assisi che si sono fatti poveri per Cristo … Si spalanca la porta di Chiara.
La persona di fede apre la porta del cuore, ha il pane nelle mani, porge il pane,ha le mani che profumano di pane. Porge il pane…Maria si è fatta frumento,farina,pane, per il corpo di Cristo;faceva il pane per Gesù.Il pane rende luminoso il nostro volto,aperto il nostro cuore e feconde le nostre mani. È meraviglioso fare le ostie,essere i panettieri di Dio! Maria ha dato il suo grembo, noi prepariamo il pane per l'incarnazione di Gesù.
Troppo freddo e distaccato il rapporto con il Pane eucaristico se non c'è nulla di nostro. Sarebbe bello se nelle chiese ci fosse la stanza del pane ove chi vuole può preparare il pane per il sacrificio, o un orto ove si coltiva il frumento e l'uva.
Dio vuole che noi facciamo il pane e il vino, non vuole delle chiacchiere, né dei pensieri espressi bellamente o dei sentimenti nobili e forti. E il pane e il vino si fanno con l'intelligenza e la volontà, col cuore e con le mani … Il Cristo ci ha dato il pane e il vino, e il vino buono alle nozze di Cana. Non ha dato risposte, ha dato se stesso (Geoges Bernanos).Dal mio libro:"Per la Vita del mondo,un cammino di stupore nell'Eucaristia",pagg. 82 - 83)