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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da La Fedeltà
Il miracolo dell'amore
Edificati dalla forza inesauribile dell'amore
Bisognerebbe affacciarsi con molta modestia alle persone in coma. Non sono solo carne immobile, insensibile e assente, come si potrebbe pensare ma persone che hanno sì perso la facoltà di esprimersi e di gestirsi, ma sono persone vive, sentono, capiscono, a volte piangendo e sorridendo dimostrano di amare, gioire e soffrire.
In ogni persona, soprattutto nei più deboli, i bambini, gli anziani, gli ammalati, come in un recipiente trasparente, puoi vedere il contenuto anche se non è completo o puoi limitarti a vedere ciò che manca.
Un genitore gioisce nel cogliere ogni conquista del bambino più che soffrire per ciò che non ha raggiunto. Una persona cara vede in un invalido ciò che ha ancora più di ciò che perso.
Solo il cadavere diventa opaco non ha più niente di vivo, tutti gli altri anche se morenti o in coma conservano rilavanti segni di vita che le persone care sanno cogliere, interpretare, leggere e valorizzare.
Ho conosciuto una di queste persone( la chiamerò Antonio) .
Un giorno, nel Santuario, ho incontrato una signora che mi ha avvicinato chiedendomi preghiere per suo fratello, poco più che quarantenne, in coma.
Le ho promesso una visita e da allora, è passato più di un anno, gli avrò fatto quattro cinque visite perché mi sono coinvolto personalmente nell'intercessione al Signore, e nell'amicizia per il caso umano in sé e per la meravigliosa e unica famiglia che mirabilmente vive questo "caso".
È il titolare di una grossa impresa che gestiva con il padre il fratello. Poi il padre è morto, lui è rimasto immobilizzato per un infarto che è stato superato dopo che aveva compromesso il cervello. Anche il fratello, a un certo momento ha subito un grave intervento chirurgico ma grazie a Dio si è ripreso completamente.
Antonio invece sta immobile nel suo letto, si capisce però che segue tutto e ne dà segno col movimento delle palpebre.
Mi dicono che il fratello quando va a trovarlo, si mette a gridare, gli dice che l'ha lasciato solo e lui non ce la fa… allora Antonio piange.
È tenuto in vita dall'amore di una intera famiglia che vive per lui e mi ha edificato con la sua capacità di esprimere l'amore. Ha una moglie eccezionale che non ha lasciato nulla di intentato, ha modificato la sua vita, ha cambiato casa, si è donata completamente, anima e corpo al marito, inizialmente in vari ospedali poi in una casa adatta alle sue esigenze.
I figli sono affettuosissimi e lo tengono in vita colmandolo di tenerezze.
Ho conosciuto anche l'affetto di sua sorella che, risiedendo e lavorando in
un'altra regione, si sposta frequentemente, per stargli vicina e sostenere la sua famiglia. E'Una famiglia monolitica ed edificante per la sua ricchezza di umanità, un vero miracolo di amore.
In qualche mia visita ho trovato solo la suocera perché la moglie si era dovuta recare nei vari uffici, percorrendo il vergognoso "calvario" che impone una burocrazia fine a se stessa.
L'anziana signora mi raccontava con semplicità le loro premure e il loro amore per Antonio, con un afflato e un pathos singolari ed io l'ascoltavo sbalordito, incantato, edificato e commosso.
La osservavo nel suo avvicinarsi ad Antonio, nel suo modo di parlargli e di dirgli tutto il suo affetto di madre, mentre lui reagiva con le lacrime.
Era un Vangelo che mi si rivelava, il Vangelo dell'Amore: Dio è amore, Dio è umanità, Dio è tenerezza, Dio è bontà infinita. E tutto questo era palpabile, incarnato. Era la migliore delle prediche su Dio perché si esprimeva a partire dal sacrificio, non erano parole ma fatti.
Anche la donna che li aiuta in casa passa molto tempo ad accarezzare la sua testa, il suo volto, a baciarlo, come a massaggiarlo con l'amore. mi diceva che quando deve muoverlo chiede la sua collaborazione e lui si rende morbido. Lei anche ha la madre nelle stesse condizioni e ha imparato il modo di dialogare e di cogliere i segni di vita.
Non hanno mai mostrato segni di scoraggiamento e di sfiducia ma mi hanno alimentato con la loro speranza e la loro attesa del miracolo di un risveglio, che non potevo non sostenere.
Antonio non si è stancato della vita ma partecipa vivamente, coglie ogni discorso di speranza, lo si sente vibrare come le corde di una cetra, partecipa, si rende attivo.
Richiede un sacrificio immenso ma nulla è impossibile all'amore e tutto è poco quando si ama.
La televisione e i giornali hanno fatto tanto fracasso per un caso di amore fallito e tradito, per una incapacità di amare ma di fronte a quell'unico quanti altri amori riusciti ed esemplari, quante cattedre di amore!
Perché non dare voce all'amore anziché alla disperazione?
Di fronte ad Antonio sperimento l' incapacità e la fragilità della mia fede perché Gesù ha detto: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.(Mt 17, 20) È duro prendere atto di avere poca fede o una fede inefficace ma serve superare la prova del proprio limite, saper fare i conti con esso e saper vivere la propria inadeguatezza.
È vero non sono capace di ottenere un miracolo ma sono capace di vedere il miracolo dell' amore che è già avvenuto, capace di tenere in vita i "morti".
È la prova di Dio che è amore: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella. (Mt 11, 5)
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