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Il lievito

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Il Bimbo

IL LIEVITO


Negli Atti degli Apostoli c'è un florilegio di espressioni che ci stupiscono sulla vitalità e sull'accoglienza della Parola di Dio e ci aiutano a riscoprire l'essere cristiani, oggi.


- In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, (At 6, 1).
- Intanto la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede. (At 6, 7)
- Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio(At 8, 14)
- La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria; essa cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto dello Spirito Santo. (At 9, 31)
- Gli apostoli e i fratelli che stavano nella Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio (At 11, 1)
- Intanto la parola di Dio cresceva e si diffondeva. Barnaba e Saulo poi, compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme prendendo con loro Giovanni, detto anche Marco. (At 12, 24 - 25)
- Le comunità intanto si andavano fortificando nella fede e crescevano di numero ogni giorno.(At 16, 5)
- C'era ad ascoltare anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. (At 16, 14)
- Alcuni di loro furono convinti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un buon numero di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltà … Questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica ed accolsero la parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così. Molti di loro credettero e anche alcune donne greche della nobiltà e non pochi uomini … Ma alcuni aderirono a lui e divennero credenti, fra questi anche Dionigi membro dell'Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro. (At 17, 4. 11 - 12. 34 )
- Così la parola del Signore cresceva e si rafforzava. (At 19, 20)
- Alcuni aderirono alle cose da lui dette.(At 28, 24)

Queste espressioni allargano il cuore e guidano alla comprensione della parola di Gesù come fermento, lievito interiore che pone in uno stato di lievitazione continua, fa uscire dallo stallo della squallida monotonia, del trascinarsi per inerzia, di statue di sale paralizzate, rivolte verso il passato(Cfr. Gn 19, 26) e ci apre a un cammino, una crescita, un travaglio interiore.
Ci fa persone dal cuore pieno, abitato e "travagliato" dalla Parola del Signore, pasta in crescita, che gradualmente si fa sempre più pane.
Nel dialetto siciliano il lievito si chiama "crescente" e l'immagine è ricca di spunti di riflessione e di accostamenti alla Parola di Dio e alla vita interiore.
Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti (Mt 13, 33). Non sapete che un pò di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi (1Cor 5, 6).
Rallegra ed esalta l'idea del movimento interiore, dello sviluppo, del processo di lievitazione continua, non sentirsi un prodotto finito ma in fieri, non l'uomo delle certezze già fatte ma della ricerca perenne, della realizzazione, dei lavori in corso, del cantiere mai dismesso; lanciato verso il futuro. Prendere coscienza di essere in laboratorio, lavorato e plasmato dalla Parola.
Fa identificare la vita interiore a una fervente attività di cantiere, ove tutto è costruzione di perfezione, bellezza e completezza.
Motivare e spiegare la vita con il Vangelo; rispondere alle domande sulle scelte di vita con motivazioni evangeliche; compiere la missione di essere lievito, non solo nella società ma all'interno della stessa assemblea; innescare processi di rivisitazione interiore, e ripensamenti comunitari è quanto di meglio ci si può augurare.
A volte il lievito è scaduto o scadente, buono a nulla, come il sale: Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. (Mt 5, 13) Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri (Mt 9, 50). Il sale è buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si salerà? Non serve né per la terra né per il concime e così lo buttano via. (Lc 14, 34)
Quando non si è vivi dentro, tutto ciò che è vivo, vivente, in movimento, disturba e si esprime nell'appiattimento assoluto, come l'acqua stagnante che imputridisce. L'esempio più lampante è il rifiuto della vitalità, del chiasso, del rumore, del movimento dei bambini, da parte della società degli "adulti" (in-vecchiati). Una società senza bambini è in lista di attesa verso la sepoltura.
E' triste constatare che anche alcune realtà di Chiesa vanno irrimediabilmente verso la morte, mancano di ogni riferimento al lievito.
La comunità in sé, nel suo insieme deve caratterizzarsi non nella paura e nel rifiuto del presente e di ogni pur minima novità, ritenuta destabilizzante; nel ripiego, nella ritirata, nella difensiva o nel ghetto; fatta di custodi gelosi di un passato non vivo, non vissuto e riscoperto ma solo subito e ripetuto pedissequamente, come alibi per il disimpegno nel presente ma come un'identità in fermentazione, lievitata dalla Parola del Signore.
Qualcuno mi sollecitava a parlare del peccato e dei peccati ma ho risposto che il peccato esiste solo in riferimento alla Parola; se si annuncia e si ascolta la Parola non si può non riscoprire e riconoscere il proprio peccato.
La parola di Dio, che è capace di farci apostoli, ci chiede anzitutto di essere discepoli. I cristiani maturi dovrebbero essere dei 'rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna' (1Pt 1, 23).
La comunità deve caratterizzarsi nella crescita comunitaria operata dalla Parola del Signore, nel sentirsi aggregati e legati da essa, fatti, inventati, plasmati, travagliati dalla sua opera: un insieme di persone in fermento, di piccoli frammenti della grande pasta in lievitazione.
Una realtà che cresce numericamente, come quella apostolica, che accoglie persone nuove che si rimettono in cammino, capace di creare interesse, di riagganciare altre persone, fatta di gente che sa dire l'entusiasmo di stare nella comunità, la bellezza di camminare insieme, che sa cantare con la vita quanto è buono e quanto è soave! (Sl 133, 1); ove ci si sente sulla stessa lunghezza d'onda, inseriti nella stessa opera di sviluppo interiore, l'uno accanto all'altro, testimone dell'altro, felice dell'altro, l'uno a sostegno dell'altro.
Come Maria,fecondati dalla Parola, fino a generare il Figlio di Dio, ognuno di noi vive nella propria realtà l'essere generati e generanti di Dio - In lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (At 17, 28) - ha lievito nel cuore, come l'olio nella lampada, è portatore e ricco di lievito, lievitato, in lievitazione ma soprattutto è lievito ed è lievitante.


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