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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Il Dono
Il ciliegio fiorito
Il manto del Risorto
Mentre facevo la solita passeggiata mattutina, sono rimasto immobile a contemplare un meraviglioso ciliegio fiorito.
Era coperto interamente di fiori a mazzetti, tutti aperti e larghi che non lasciavano scoperto nessun frammento di ramo ed esprimevano un'armonia e un insieme veramente ammirevoli.
Non ho saputo fare a meno di fermarmi e mi son trovato a bocca aperta, stordito e assorbito da quello spettacolo primaverile.
Vi ho visto la resurrezione della natura e del creato, l'esplosione della bellezza, un frammento della resurrezione del Signore che contagia tutto il creato.
La primavera è l'espressione più bella della Pasqua e ci aiuta ad affacciarci al mistero della vittoria della vita sulla morte.
Dopo un inverno rigidissimo, il gelo, la neve, il ghiaccio, il vento, la nebbia … la natura si prende la sua rivincita ed esplode più bella e più ricca di prima.
Vince il bene anche se si tenta di soffocarlo sotto le prove più aspre, le lotte più dure, gli assalti più sfrenati, anche quando sembra che il male trionfi, la sua è una vittoria illusoria e ingannevole perché al di sotto del male, in quei rami che sembravano secchi, circola la linfa della vita, capace di sostare ma non di arrendersi.
Il mio è stato un incontro pasquale. Il Signore si manifesta in mille modi per farsi incontrare e aprirci alla vita, alla gioia e alla speranza. Crea incontri che ci sorprendono, dà voce alle piccole cose, ci tocca il cuore e lo rimette in moto con i messaggi più vari e imprevedibili.
Ci fa lo sgambetto per farci cadere nelle braccia della bellezza e della contemplazione.
Tutto diventa esperienza e incontro pasquale, come leggere e rivivere il Vangelo degli incontri col Risorto.
Dopo questo shock, questo dolce trauma della bellezza, ho proseguito verso la chiesa, ove ho letto la Parola di Dio del giorno e ho trovato la chiave di lettura del mio incontro mattutino con la vita: 'Maria!... Rabbunì! … Ho visto il Signore!' (Gv 20, 16 - 18)
Un'unica esperienza: l'incontro col Signore. Sì, anch'io ho visto il Signore, vestito di bianco, splendente e luminoso, in quel ciliegio vestito a festa per me!
Quanti segni di risurrezione attorno a noi, soprattutto in questa stagione meravigliosa che ci fa gustare la vita goccia a goccia, in ogni germoglio, in ogni fogliolina che spunta, in ogni fiore.
La campagna in questo periodo ha l'abito della Pasqua. Ci sono estensioni fiorite di peri, di peschi, ma ciò che incanta anche le persone più insensibili sono le coltivazioni di ciliegi.
Alcuni amici che venivano a trovarmi mi hanno detto che non hanno potuto proseguire il viaggio davanti a quello spettacolo, si son sentiti estasiati, incantati, di fronte alla bellezza. Si son fermati a contemplare.
Non si può proseguire, bisogna fermarsi, per nutrire i nostri occhi, avidi e affamati di bellezza e lasciarli assaporare tanta delizia, che non si stancano di assimilare e portare al cuore.
Ma la bellezza non si esaurisce con i fiori, seguirà l'esplosione del verde e infine del rosso, quando sarà il tempo dei frutti.
Le nostre colline, in questo periodo sono baciate dalla Pasqua, come un tappeto trapunto di verde e di fiori di ogni tipo.
Le strade sembrano accompagnarci, nel cammino e nel tempo pasquale.
Ci conducono ad una visita in paradiso, guidandoci verso l'esplorazione estasiata di una bellezza crescente che non smette di sorprenderci.
Se dovessimo domandarci com'è il paradiso, basterebbe pensare all'esplodere di una primavera infinita, speciale e inesauribile che ancora non abbiamo sperimentato.
Ma quel ciliegio di questa mattina era speciale, unico, qualcosa di personale, non ne ho trovati più come quello poiché era latore di un messaggio speciale … il dono del Risorto per me. Non lo dimenticherò facilmente.
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