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il chiusino

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da La Fedeltà

Preparate la strada al Signore


Ci sono persone che vivono situazioni aggrovigliate, come matasse senza capo né coda, nelle quali non riescono a districarsi facilmente.
Ci sono vite ove non ci si capisce nulla: senza un ordine e senza un senso.
Tutti costoro possono afferrare pienamente il senso del preparare la strada al Signore anche se non sempre sono in grado di rendersene conto o trovano il coraggio di guardare in faccia la realtà, per affrontarla.
Un uomo piangeva e si lamentava perché il Signore non l'aiutava, non l'ascoltava, non lo liberava, mentre lui, non si rendeva conto che, involontariamente, complicava la situazione, creando altri ostacoli.
A volte noi chiediamo che il Signore si sostituisca a noi o metta la firma sulla nostra vita. Desideriamo il suo consenso, il suo avallo sulle nostre scelte e le nostre situazioni.
Non ci rendiamo conto che si sono solidificati degli impedimenti, degli ostacoli, delle barriere fra noi e Dio che non ci permettono di comunicare e di incontrarci.
L'immagine efficace ce la offre il sistema di irrigazione dei campi. Se c'è il chiusino abbassato l'acqua non passa, possibilmente trabocca, si versa fuori, si perde, si spreca ma non prosegue la sua strada.
A volte, nel nostro cammino verso Dio ci sono dei chiusini abbassati, in maniera più o meno cosciente. Ci sono dei 'no' che diciamo a Dio e ci paralizzano spiritualmente. Ci sono delle paure, dei blocchi che chiudono il flusso della grazia e impediscono la comunicazione. A quel punto l'aridità, la siccità, la sterilità spirituale sono cose ovvie e scontate.
Ci è solo richiesto il coraggio a quattro mani, per sollevare quel chiusino e far defluire la grazia secondo il suo corso. Allora la steppa si trasformerà in fertile valle perché quanti sperano nel Signore riacquistino forza, mettano ali come di aquile, corrano senza affannarsi, camminino senza stancarsi. (dfIs 40, 31)
Poi salire ancora fino all'abbandono filiale, fino a dire con Charles De Foucaul: Padre mio mi abbandono a Te, fà di me quello che vuoi.
Tutti possiamo raccontare storie di persone che si sono decise a rompere con situazioni ambigue e con legami che tarpano le ali, tolgono la libertà e il respiro; si sono ritrovate persone libere e hanno cominciato a rivivere e a respirare a pieni polmoni; hanno trovato la libertà con Dio e con gli altri.
Hanno avuto il coraggio di eliminare il diaframma che si frapponeva fra loro e Dio, fra loro e la loro coscienza. Hanno potuto vedere la luce, hanno accolto l'acqua della vita.
È la storia di tutte le conversioni e le rinascite spirituali.
Qualche volta il Signore stesso alza il chiusino, come nel caso di S. Paolo e allora l'irruenza della grazia ci scaraventa per terra, dal cavallo delle nostre sicurezze, la luce ci abbaglia e ci acceca.
Ricordiamo tanti nostri momenti belli in cui il chiusino non ha retto e il Signore ha trionfato in noi, i momenti della preghiera, quando hanno ceduto tutte le nostre resistenze e difese nei confronti di Dio, quando ci siamo sentiti attraversati da un fiume in piena, quando la preghiera come una pioggerellina primaverile ci ha penetrato dolcemente, fin nelle fibre più profonde dell'essere.
Di fronte al messaggio di Avvento del Battista: preparate la strada al Signore, mi sono chiesto dove bisogna aprire questa strada e ho capito che questa strada deve arrivare fin nel nostro cuore e deve partire dal nostro cuore.
In tutti noi c'è bisogno che si liberi il tracciato, si tolgano gli ostacoli, si aprano tutti i chiusini perché la salvezza ci possa raggiungere. Come ci sprona S. Paolo: Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male … Tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore (Ts 5, 19 - 24).
Così leggerei il Vangelo nella nostra vita concreta.
Così si può verificare il Natale.
Così può nascere qualcosa o Qualcuno in noi, se non ostruiamo le strade della vita, se non ostacoliamo la luce.

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