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Vita del Santuario > Lettere del Rettore
Il cane
La nostra carne non ti abbandona: sei un Dio che si consuma in noi, un Dio che muore. Vivi di noi, sei la verità che non ragiona: un Dio che pena nel cuore dell'uomo. (David Maria Turoldo)
In Missione, se una persona non si comportava bene e la mandavi via, non si allontanava, restava alla porta, perché non aveva soluzioni alternative, altre porte alle quali bussare, né luoghi ove andare, né altri a cui potersi rivolgere.
Questo comportamento mi richiamava le parole di Pietro: Signore, da chi andremo … (Gv 6, 68)
Pregando dicevo al Signore: Se Tu mi cacci via, io ritorno. Se mi allontani e mi fai uscire, io resto sull'uscio, ad attendere l'attimo buono per rientrare. Se mi allontani mille volte, io torno a Te due mila volte.
Perché sei Tu la mia casa, il mio luogo, il mio habitat, il mio territorio. Non ho altro luogo ove andare, abitare, vivere e stare bene.
Mi hai fatto crescere sulle Tue ginocchia, hai rallegrato il mio cuore, sei stato la mia compagnia, il mio amico, il mio fratello, il mio padre. Sono sempre stato bene con Te.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno (Sl 71, 6). La Tua mano è il mio sostegno, il Tuo braccio, la mia forza (Sl 89,22). Non ho altri riferimenti, altri punti fermi, altre sicurezze. Solo in Te riposa l'anima mia (Cfr. Sl 72, 6). Tu sei la mia pace, mio aiuto e mia liberazione (Sl 40, 18), rifugio e forza, aiuto sempre vicino nelle angosce (Sl 46, 2), mio aiuto e mio salvatore (Sl 70, 6), mia luce e mia salvezza, difesa della mia vita (Sl 27, 1). Il mio bene (Sl 73, 28), la mia parte di eredità, colui che anche di notte il mio cuore mi istruisce. (Sl 16, 5. 7). Il Dio della mia salvezza, in te ho sempre sperato.(Sl 25, 5)
Cosa non sei per me, cosa non sei stato … È difficile dire.
Sei indivisibile da me, un tutt'uno con me.
I fili della mia vita si sono intrecciati ai Tuoi per sempre.
Che sarei io lontano da Te, senza di Te?
Oltre Te c'è l'abisso, si precipita nel vuoto e nel nulla.
Ci sei Tu o Tu; Tu e Tu.
Pensavo al cane e al suo rapporto esclusivo e irrinunciabile col suo padrone.
Anche se è cacciato e bastonato, non ha altre possibilità. Si fa bastonare ma è sempre ai suoi piedi, all'angolo della porta, per cogliere la distrazione del suo padrone e tornare dentro.
Anzi può dire: il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza (Sl 23, 4): sono vissuti come segni di attenzione.
Potrei sentirmi indegno di Te, di stare alla Tua presenza, ci starei a testa bassa, umiliato ma sempre vicino a Te. Perché senza di Te non esisterei, non sarei nulla, non avrei senso, sarei come un cane sbandato, randagio.
Se il Signore non fosse il mio aiuto, in breve io abiterei nel regno del silenzio. (Sl 94, 17) L'anno scorso, nella piazza del Santuario, hanno abbandonato un cane bellissimo, di razza, bianco, che amava i bambini e li cercava, creandoci grossi problemi.
Gli altri cani abbandonati si ambientano con facilità ma questo era un cane speciale, un cane buono di casa, di famiglia, ben tenuto, vissuto con i bambini, non abituato alle asprezze della vita, a difendersi dagli altri cani e dagli uomini.
A poco a poco si è inselvatichito, è diventato aggressivo per la fame e si è riempito di parassiti.
Mi ha fatto ricordare il salmo: Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? (Sl 139,7)
Mi ha fatto pensare e mi ha addolorato molto.
Mi ha illuminato sul Vangelo e sulla mia vita.
Mi ha rappresentato in maniera efficace il Figliol Prodigo, sprofondato nel vortice della fame e dell'indigenza, come un cane rognoso allontanato e cacciato da tutti.
Ho detto al Signore: se dovessi smarrire la Tua porta, non permettere che bussi a porte sbagliate ma mandami il Tuo angelo perché mi guidi fino al Tuo cuore.
Gesù non ci respinge anzi ci invita a rimanere nel Suo amore (Gv 15, 9).
Quel "rimanere" è esaltante, dilata il cuore e la speranza ed apre prospettive infinite.
Gesù non ci riceve in maniera occasionale e momentanea, secondo la misura delle nostre accoglienze che sono curate ma brevi ma ci offre una dimora senza confini di spazio e di tempo.
Questo per noi è sconvolgente e va oltre le nostre attese.
L'invito riguarda il Suo cuore, il luogo del nostro bene-stare, che non è solo il luogo dei sentimenti ma è la casa paterna, il rifugio, la nostra stessa pelle.
Ci invita a stabilirci, a piantare la tenda nell'Oasi della pace e della vita che è il Suo cuore, l'unico luogo al mondo ove noi possiamo stare veramente bene: solo in Dio riposa l'anima mia (Sl 62, 2).
Il cuore di Cristo è la riserva di tutti i beni di Dio per l'uomo. Lo scrigno ove Dio conserva le Sue ricchezze di amore, di tenerezza, di gratuità. È lo spazio infinito dei Suoi beni. L'angolo sterminato della proiezione dell'uomo.
Maria ha il compito di prenderci per mano e guidarci fino a raggiungere la soglia del cuore di Cristo, ove sperimentare quanto recita un adagio popolare: questa è la casa di Gesù, chi entra non esce più'.
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