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Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da Il Bimbo
I passi
L'ascolto dei passi di Dio e degli uomini
Nei cortei o nelle processioni silenziose si ode il linguaggio dei passi che scandiscono all'unisono particolari vissuti. Quando si tace per emozioni che ammutoliscono, i nostri passi acquistano l'efficacia di un linguaggio,si fanno carico di esprimere i sentimenti, il dolore, la pena, l'afflizione, ciò che ci chiude il cuore come una pietra tombale, ci paralizza la lingua e ci serra la bocca.
I passi acquistano allora eloquenza singolare e valenza universale. Si rendono capaci di parlare tutte le lingue e raggiungere i cuori. Esprimono un messaggio semplice che raggiunge anche le persone insensibili, distratte, assorbite da altri pensieri.
Colpiscono per la molteplicità e la singolarità, l'armonia e la comunione nell'unico vissuto, in un unico suono, come di un solo passo: tanti passi, un solo passo.
Anche i piedi parlano. Dicono il dolore e la gioia, la disperazione e l'esultanza, la depressione e l'esplosione della vita, esprimono lo stato d'animo di ognuno.
Una domestica rispose al suo datore di lavoro che gli chiedeva come mai, in tanti anni, non gli avesse dato mai l'occasione di far esplodere i suoi nervi: "Sono stata sposata, conosco gli uomini, ascolto i suoi passi, li conosco, li distinguo. Quando sale la scala, mi rendo conto del suo stato d'animo e valuto se posso o meno parlare, come parlare e cosa dire o non dire".
Maria corre dal sepolcro per annunciare che ha visto il Signore. Sono i passi di gioia e di festa con i quali deve sincronizzarsi ogni credente, i passi della fede e della testimonianza, del cuore pieno, della speranza, del futuro e dell'oltre.
I passi del volto felice, raggiante di chi ha incontrato il Signore, passi temerari dell'osare, dello stupore, i passi in faccia al mondo, i passi della luce, i passi dal sepolcro vuoto, i passi di chi ha messo dietro le spalle ogni timidezza e paura, di chi ha la resurrezione nel cuore, di chi ha il cuore abitato da Gesù. Sotto i passi del malvagio c'è un trabocchetto, mentre il giusto corre ed è contento.(Pr 29, 6)
Correre è il dono più grande: correre da, correre per, correre con, correre perché pazzi di gioia, correre Per Cristo, correre Con Cristo, correre In Cristo.
È il grado più alto della vita, la fede, l'avventura e il sogno. Possedere un perché che ci mette per le strade degli uomini, con una energia che ci sospinge con slancio verso il futuro: Poiché l'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti … Quindi se uno è in Cristo,è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. (2 Cor 5,14 -17).
Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza, che dice a Sion: Regna il tuo Dio. (Is 52, 7).
Un giorno attendevo con ansia l'apertura di un ufficio particolarmente difficile per le lungaggini e le difficoltà. Ero stretto nei tempi e non sapevo come conciliare gli impegni. All'improvviso arrivò un dipendente, in motocicletta e col casco, non l'avevo conosciuto. Mi chiamò con gioia: Padre, le sue carte sono pronte, già firmate, venga che gliele consegno. Sentii i passi di quell'uomo come i passi di lieti annunzi.
Il cantico dei cantici ci racconta il saltare verso la persona amata: Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. (Ct 2, 8 - 14)
Desidererei cogliere l'eco dei passi di coloro che sono andati a Gesù con un amore, un dolore o una speranza nel cuore o col cuore carico di inimicizia,i passi di Giuda, dei soldati…
Mi piace pensare che anche Gesù fosse un attento ascoltatore dei passi rivolti verso di Lui, specie nei momenti più delicati, per distinguere i passi dell'amore da quelli dell'odio. Sui passi dei giusti Egli veglia. (1Sam 2, 9). Tu spii tutti i miei passi, e ti segni le orme dei miei piedi (Gb 13, 27). Mentre ora tu conti i miei passi (Gb 14, 16). Non vede egli la mia condotta e non conta tutti i miei passi? Se ho agito con falsità e il mio piede si è affrettato verso la frode...Se il mio passo è andato fuori strada… (Gb 31, 4 - 7). Egli tiene gli occhi sulla condotta dell'uomo e vede tutti i suoi passi (Gb 34, 21). Sulle tue vie tieni saldi i miei passi e i miei piedi non vacilleranno (Sl 17[16], 5). Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo e segue con amore il suo cammino (Sl 37[36],23). I passi del mio vagare tu li hai contati (Sl 56[55],9), Mi stupiscono i passi del cuore, di Gesù che si reca a Gerusalemme, al Tempio, da Lazzaro … che cammina sulle acque agitate e tempestose della vita e Pietro che vuole seguirlo ma affonda ed è afferrato da Gesù che calma il turbinio delle acque.
Gesù non vive solo passi di gioia, di trionfo, di gloria, i passi di Dio ma percorre, sulle strade degli uomini i passi del pellegrino, nella palude, dell'esule, dell'emigrato, i passi terribili del dolore fine a se stesso, del dolore inumano, colpevole in chi ne è soggetto e del dolore innocente in chi ne è oggetto; i passi delle spalle ricurve sotto la croce.
Condivide un camminare per inerzia, quasi un trascinarsi che a volte è solo spinta, costrizione, violenza, necessità, bisogno, rifiuto, il cammino di morte di chi ha il cuore nero, si sente soffocare dal dolore, cerca invano qualche occhio buono con cui condividere il giogo della croce, si sente morire, fatto scandalo per il mondo, ridotto a spazzatura e rifiuto in mezzo ai popoli (Cfr.Lm 3, 45). Di chi vive l'atroce esperienza di sentirsi: una pietra di scandalo e un sasso d'inciampo (Rm 9, 33); scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani (1Cor 1, 23) .
Vorrei ascoltare i passi di Gesù, carico della croce, passi lenti, pesanti, sofferti, passi al rallentatore, raffreddati, gelati dagli insulti, dagli scherni, dagli sputi, dalle urla isteriche, dall'odio e dalla violenza. Ho udito e fremette il mio cuore, a tal voce tremò il mio labbro, la carie entra nelle mie ossa e sotto di me tremano i miei passi. (Ab 3, 16)
Il camminare mesto, strozzato, come di chi non ha voce, degli ultimi della terra, dei crocifissi di tutti i tempi, degli incompresi, degli emarginati.
Il cammino di croce è una lapidazione interiore, Gesù è colpito nel cuore del suo essere e della sua missione. Affilano la loro lingua come spada, scagliano come frecce parole amare per colpire di nascosto l'innocente; lo colpiscono di sorpresa e non hanno timore (Sl 64[63],4-5). Più untuosa del burro è la sua bocca, ma nel cuore ha la guerra, più fluide dell'olio le sue parole, ma sono spade sguainate(Sl 55[54], 22).
I suoi sono i passi del "malfattore", del nocivo alla vita civile, del maledetto da Dio e dagli uomini (Cfr Gal 3, 13), del condannato, dell'esposto al pubblico ludibrio, del rifiutato, del fallito, dell'odiato, del disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti,schiacciato per le nostre iniquità (Is 53, 3 - 5). I piedi la calpestano, i piedi degli oppressi, i passi dei poveri (Is 26, 6).
Ho visto persone entrare in tribunale, saltando i gradini, con la testa alta e il portamento fiero, altezzoso, con l'arroganza di chi è troppo sicuro delle sue cose, non si sente per nulla scalfito, sconfitto ma promette rivalsa.
Invece Gesù che non paga per se stesso, per le proprie colpe, sale le scale dei tribunali degli uomini, si sprofonda nella loro abiezione, per redimere e condividere la "disperazione" dei condannati a morte, l'umiltà degli sconfitti, dei perdenti, di coloro che non contano e subiscono nel silenzio. Ecco sui monti i passi d'un messaggero, un araldo di pace! (Nn 2, 1).
Cosa esprimono, cosa contengono, cosa dicono i passi di Gesù? Sono passi di amore, parlano di perdono, di misericordia e promettono risurrezione.
Sono i passi dei tempi lunghi di Dio, del padre buono che attende, passi diversi perché passi di cielo. Non si lasciano deteriorare, rimangono sempre passi di pace, di riconciliazione e di vita.
Vorrei poggiare il mio orecchio sulle strade della Palestina per sentire l'eco, le note di un discorso d'amore mai cancellato! Ascoltare tutte le strade del mondo, per cogliere ancora oggi la presenza e i passi di Gesù, di Colui che viene e cammina in mezzo agli uomini.