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I passi del Risorto

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da La corda e il secchio

I passi del Risorto

per le strade e per le acque del mondo


Il Vangelo del cammino verso Emmaus ci tocca profondamente, ci fa rimanere shoccati, per l'attualità e la concretezza dell'incontro col Signore Gesù e ci apre grandi prospettive di speranza. Ci presenta un Gesù che ci cammina accanto, scandisce i suoi passi con i nostri, cammina nelle nostre strade, accanto a noi.
Dice Kierkegaard: 'Fintantoché ci sarà un credente, questo deve sempre - perché altrimenti non sarebbe diventato credente - essere stato e restare un contemporaneo di Gesù Cristo, alla pari di quelli che lo furono effettivamente; questa contemporaneità è il presupposto della fede e, più precisamente, è la fede stessa'.
Nel silenzio ascoltiamo i suoi passi, pieni del fremito e dell'energia della vita nuova che esprimono un linguaggio diverso. Non sono passi stanchi o delusi. I suoi piedi non si trascinano per l'affanno del cuore, la sua vita è troppo agile spiritualmente, ci sembra quasi che voli, che non poggi i piedi a terra.
È spinto da una fortissima tensione morale e spirituale. Eppure Lui così sublime sceglie di poggiare i suoi piedi sulla nostra terra, sulle nostre strade, con noi, accanto a noi, collegandosi all'unisono con i nostri passi deboli e affaticati pur restando ancorato a ritmi più motivati e ideali.
Cristo cammina nei nostri passi, va all'altro attraverso di noi e in noi. Siamo il Cristo che cammina accanto al fratello, il Cristo di oggi, per i delusi e gli amareggiati di oggi. Riconosciamo il suo passo di pace. Siamo in attesa e in ascolto dei suoi passi.
Ci incanta pensare che cammina ancora, a piedi, per le strade e sulle acque del mondo.
È bello pensare all'incontro col Cristo per le strade di oggi, non escludere la possibilità di incontrarlo, anche oggi, mentre siamo in cammino, conversiamo e discutiamo del mistero di Gesù, della sua morte e resurrezione, vedere Gesù in persona che si avvicina e si unisce a noi, condivide il nostro cammino.
Dobbiamo vivere una crescente apertura a Gesù persona, Gesù uomo, Gesù vivente, Gesù staccato dalle nostre implacabili croci, uscito dai nostri terribili sepolcri, Gesù risorto.
Dobbiamo sentire il suo respiro accanto a noi, il profumo della sua vita rigenerata, il calore della sua parola di vita, il suo calpestio delicato.
Cerchiamo Gesù, la nostra vita deve svolgersi alla sua ombra, all'ombra del suo sorriso rigeneratore, del suo volto rappacificante, della sua luce avvolgente che ci contiene e ci assorbe.
I nostri occhi debbono sviluppare una percezione e una sensibilità profonda. Il nostro cuore deve scattare nell'emozione, aprirsi alla sorpresa, alla novità, all'incontro.
Ci mettiamo in cammino sapendo che ogni strada può essere foriera di piacevoli sorprese e di incontri, poiché in ogni viaggio ci capita di fare incontri piacevoli e incontrare persone conosciute.
Il viaggio della vita ci fa vivere la piacevole sensazione di aprire gli occhi e vedere il Signore che si avvicina a noi, ci fa incontrare il Signore della vita, ci educa all'incontro più gradito e ricercato.
La strada della vita ci dona Gesù, il sogno della nostra esistenza.

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