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I figli della Luce

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > da La Fedeltà

I figli della luce
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce. (Is 9, 1)


Ci sono persone che si pongono in maniera critica su tutto, vedono le cose soltanto dal loro punto di vista. Non sono soddisfatti di nulla, guardano tutto dall'alto in basso, portano ovunque la freddezza e il distacco del giudizio e della critica, faticano a fare comunione, non sanno dare un contributo costruttivo.
Soffrono per l'incapacità di coinvolgersi nel godere il bene degli altri. Potrebbero definirsi ironicamente i 'supervisori', coloro che vedono dall'alto e pretendono che tutto debba entrare nei loro occhi e nella loro testa. Sono incapaci di ben-volere, di ben-pensare, di bene-dire e di ben-essere.
Li troviamo ovunque anche nelle chiese e non sono certamente un ottimo acquisto perché portano tenebre, i loro occhi sono spenti alla comunione fraterna, non sono fonte di luce, non sono luminosi, non sono leggeri, appesantiscono la comunità, sono persone che hanno sempre da sindacare e da dire, non figli ma figliastri, non frutti buoni ma acerbi. Sono le spine che non risparmiano ferite per tutti.
Dobbiamo al contrario di loro metterci alla ricerca della luce, camminare nella verità, alla luce di Dio, chiedere a Lui che rischiari le nostre menti e i nostri cuori perché possiamo sentire, vedere, parlare, giudicare e agire nella luce, da figli della luce. Dobbiamo essere fonti di luce che comunicano serenità, pace e gioia.
Mons. Pennushi, l'ultimo Vescovo di Durazzo, durante la dittatura comunista, nel carcere, morente, disse ai suoi compagni di prigionia che lo assistevano impotenti: ora capisco il grido di Goethe: più luce, più luce, più luce!!! e morì.
Il credente è l'uomo dell'Epifania che cerca, incontra la luce, si riveste di luce e trova nel Signore la luce del suo cuore che si rifletterà infallibilmente sul suo volto. È sempre alla ricerca della luce e si illumina alla luce della stella che guida i suoi passi. È un assetato di luce perché ha conosciuto le tenebre del peccato e della menzogna che hanno fatto sorgere in lui l'arsura della luce.
Fugge le tenebre perché ha già provato che sono strade senza uscita. Proclama con San Paolo: per rivelazione mi è stato svelato il mistero. (Ef 3, 3)
S. Paolo è un esperto di luce perché essendone assetato, quando l'ha incontrata ne ha assorbita tanta da rimanerne abbagliato.
Siamo tutti pellegrini, mendicanti di luce, andiamo in chiesa perché la vediamo come una sorgente di luce.
Ci illuminiamo alla luce della Parola del Signore che è lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino.(Sl 119, 105)
Gesù è la luce vera che illumina ogni uomo, la luce per tutti e ci vuole figli della luce.
Che meraviglia se tutti i cristiani fossimo illuminati, luminosi, illuminanti, capaci di comunicare luce con gli occhi, il volto, il sorriso e la trasparenza di vita!
Ogni credente ha un debito di luce verso gli altri, la Chiesa e il mondo e dovrebbe domandarsi se e quanta luce riesce a far passare attraverso di sé.
Mi piace pensare a una lucerna che il credente porta fra le mani, quasi trattenendo il respiro per timore che possa spegnersi; immagino la fatica e la delicatezza che occorrono per conservarla accesa. Se ognuno di noi fosse una luce accesa il mondo risplenderebbe di luce.
Ci sono persone luminose col loro silenzio, sempre pronte, disponibili, non spengono la luce col soffio delle parole ma l'alimentano col silenzio costruttivo, benevolo, umile, fattivo, operoso.
Quanta luce dalle persone che sanno ascoltare e mettere in pratica, che sanno conservare, fruttificare e trafficare i talenti!
Quanta luce dalle persone che pregano nel silenzio, senza farsi notare e senza far pesare la loro preghiera!
Quanta luce dalle lampade accese delle chiese che ci invitano a consumarci e a stare nel silenzio davanti al Signore!
Quanta luce dalle persone di speranza e di carità che agiscono nell'ombra, senza mai farsi notare!
Quanta luce dalle persone che sanno subire umiliazioni e ingratitudini senza fare chiacchiere o tragedie per i torti ricevuti!
Quanta luce da coloro che sono pronti a rendersi utili e poi scomparire negli ultimi posti!
Quanta luce dalle persone che non si fanno avanti per dare consigli o comandi ma per mettersi in ascolto dei bisogni!
Quanta luce dalle persone che desiderano di imparare e non insegnare sempre!
Sì, c'è anche tanta luce nel mondo e nella Chiesa se noi abbiamo occhi di luce che sanno accogliere la luce degli altri. Tutto è puro per i puri. (Tt 1, 15). La lucerna del tuo corpo è l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso. (Lc 11, 34 - 36).


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