Santuario del Sacro Fonte della Vena


Vai ai contenuti

Menu principale:


Gli occhi

Vita del Santuario > Libri del Rettore

Gli occhi

BEATI GLI OCCHI CHE VEDONO CIÒ CHE VOI VEDETE.
VI DICO CHE MOLTI PROFETI E RE HANNO DESIDERATO VEDERE CIÒ CHE VOI VEDETE, MA NON LO VIDERO.(Lc 10, 23 - 24)


Una coppia di sposi portò in chiesa un passeggino e in questo si scorgevano solo due occhi, come due fari, due grossi occhi aperti che hanno attirato la mia attenzione, vi ho visto l'uomo nella sua attività del vedere quindi del conoscere, dell'aprirsi all'esterno e all'altro e dell'uscire da sé.
Pensavo al vedere interiore, profondo: Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono.(Gb 42, 5). Quel penetrare in realtà lontane, alte, con gli occhi del cuore e dello spirito.
Pensavo alla fede che è un vedere ciò che non si vede, incontrare, toccare con mano l'impalpabile. Isaia ha visto il Signore: eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti (Is 6,5); Simeone ha visto oltre il visibile: i miei occhi han visto la tua salvezza (Lc 2, 30); il Battista ha visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui … E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio (Gv 1, 32 , 34). Pietro dichiara che siamo stati testimoni oculari della sua grandezza"(2Pt 1, 16)
Maria di Magdala ha visto il risorto: Ho visto il Signore! (Gv 20, 18)
Mosé era in contatto con il Dio dei padri e per questo: rimase infatti saldo, come se vedesse l'invisibile. (Eb 11, 27)
È questa l'attività primaria del credente. Gli altri vedono il visibile, il sensibile, il tangibile. Lui va oltre ogni limite e ogni barriera umana, per collegarsi con ciò che non si vede con i sensi.
Vedere l'altro e vedere in lui un fratello, anche nelle situazioni più impossibili, è una conquista di fede e un grande prodigio: Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano (Mc 8,24). Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo (Gv 9,15)
Nella Bibbia il vedere è collegato quasi sempre alle miserie, all'oppressione, alle ingiustizie, alle sofferenze del popolo. È molto consolante prendere atto che il Signore "ha visto" perciò anche l'uomo di Dio deve esercitarsi nell'esercizio del "vedere" come vede Dio.
Pensavo alla sensibilità che fa percepire i vissuti e i sentimenti dell'altro e ci fa vedere oltre l'apparenza e l'esterno.
Nascere è venire alla luce: prima ero cieco e ora ci vedo.(Gv 9, 25)
La preghiera, la vita spirituale è l'esperienza meravigliosa di venire alla luce, di nascere un'altra volta, quando si è grandi, di ritornare nel grembo
materno, di vedere cose mai viste. Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: "Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio".(At 7, 55 - 56).
Come un cieco che si apre all'esterno solo con l'attività mentale e del cuore e all'improvviso scopre un mondo sconosciuto e si perde nella contemplazione delle forme e dei colori.
La vita spirituale è entrare nel mondo delle meraviglie, in un universo nuovo, in un'altra dimensione. Affacciarsi al cielo. S. Paolo dice di aver visto cose da non poter descrivere. Mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi e vidi Lui (At 22, 17 - 18). Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa … fu rapito fino al terzo cielo. (2Cor 12, 2 - 4).
La preghiera squarcia le tenebre,apre i nostri occhi, dona occhi nuovi.
La liturgia ci fa pregare: "Donaci occhi per vedere …"
Nella fede noi vediamo, in un pezzo di pane il Corpo del Risorto e in un crocifisso il nostro Salvatore.
Il vedere è il sogno e la promessa del cristiano: L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? (Sl 42, 3) Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contempleranno non da straniero (Gb 19, 26 - 27).
Ci sono persone che spalancano a noi cieli sconfinati, ci aprono panorami immensi e noi ci dilettiamo a cogliere dai loro occhi esperti di profondità di vedute, squarci di cielo.
Ci perdiamo, a volte, negli oceani immensi degli occhi di contemplativi che non hanno confini e misure e sono capaci di contenere e accogliere chiunque.
È meraviglioso quando si entra in sintonia con il vissuto profondo del fratello, sentirci all'unisono, senza esserci mai conosciuti, solo guardandoci negli occhi.
Questo ci fa intravedere quanto è desiderabile incontrare gli occhi del Signore per perdersi in essi in uno sguardo di amicizia e di contemplazione.


Home Page | Il Santuario | Vita del Santuario | Photo Gallery | Info e Storico | Link | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu