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La dimenticanza

Vita del Santuario > Lettere del Rettore > Da la cetra al le scarpe del Giubileo

La dimenticanza

Si dimentica forse una donna del suo bambino,così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.
(Is 49, 14 - 15)

Un giovane mi ha colpito in pieno, quando mi diceva: "il mio problema non è la preghiera, perché io prego ma è che mi dimentico di Dio. Mi capita di dimenticarmi del tutto di Dio.
Era un ragazzo e mi ha fatto molto pensare alle nostre amnesie croniche, involontarie o interessate.
Sappiamo che il dimenticare spesso può essere anche un meccanismo di difesa, un premunirci, un anestetizzarci, un renderci incoscienti.
Mi dimentico di ciò che non mi conviene, di ciò che è scomodo ed è brutto dire che ci dimentichiamo di Dio.
Dimenticarsi di Dio è come dimenticarsi di sé stessi, dell'origine e del fine.
Se mi dimentico di Dio posso pensare in maniera indolore, come dopo essere stati anestetizzati, posso dimenticarmi del mio bene, del prossimo …
Sono tante le cose che cadono se mi dimentico di Dio. Mi dimentico anche di pregare.
In un esorcismo ho detto al 'brutto genio': 'se tu non te ne vai noi continuiamo a pregare perché mi diverto a pregare, mi piace pregare' e lui mi ha risposto: 'a te non piace pregare'. Gli ho detto 'l'accetto come sfida'. Mi vengono spesso in mente quelle parole e il ricordo, per me, è una benefica provocazione alla sfida.
In fondo chi può dire che dà alla preghiera tutto ciò che essa meriterebbe?
In generale, probabilmente non siamo di fronte a un rifiuto netto e categorico di Dio ma a una dimenticanza di Lui.
Le persone si ricordano di Dio di fronte al dolore, all'esperienza della debolezza, della malattia …
Nei Paesi con governo ateo, gli uomini del regime, ricordano Dio al popolo con una negazione ossessiva. Negandolo lo annunciano e lo ricordano perché non si può negare chi non esiste e non ha senso parlarne, se non esiste. Proibendolo lo rendono desiderabile, come tutte le cose proibite.
Il 'brutto genio', suo malgrado si fa dovere di riportare le persone a Dio, di farli ricordare di Lui. In un altro esorcismo gliel'ho detto: 'ma ti rendi conto che ottieni l'effetto contrario, che le persone, a causa tua ritornano a Dio, vanno di nuovo a Messa, recitano il Rosario, si confessano. Tu li fai spaventare




e loro si rifugiano sotto le ali di Dio?'. Mi ha risposto con grande sofferenza: 'Ma non tutti'!!! 'Ci mancherebbe'!!!
Adamo Ed Eva non si ricordano di Dio mentre ascoltano la tentazione, anzi, convinti di essere stati imbrogliati, desiderano dimenticarsi di Lui per sempre. Si ricordano di Lui quando si accorgono di essere nudi cioè quando prendono coscienza della loro debolezza.
Efficace la reazione di Baldassar: "Nel vedere quelle dita che scrivevano, il re cambiò d'aspetto: spaventosi pensieri lo assalirono, le giunture dei suoi fianchi si allentarono, i ginocchi gli battevano l'uno contro l'altro".(Dn 5,5- 6)
Il Deuteronomio è un grande insegnamento sulla nostra dimenticanza di Dio, ci presenta tutta l'apprensione paterna di Dio per i Suoi figli.
Ma guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno viste: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli. (Dt 4, 9)
Guardatevi dal dimenticare l'alleanza che il Signore vostro Dio ha stabilita con voi e dal farvi alcuna immagine scolpita di qualunque cosa, riguardo alla quale il Signore tuo Dio ti ha dato un comando. 24 Poiché il Signore tuo Dio è fuoco divoratore, un Dio geloso. (Dt 4, 23 - 24)
Il Signore Dio tuo è un Dio misericordioso; non ti abbandonerà e non ti distruggerà, non dimenticherà l'alleanza che ha giurata ai tuoi padri. (Dt 4, 31)
Guardati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile. Dt 6, 12
Guardati bene dal dimenticare il Signore tuo Dio così da non osservare i suoi comandi, le sue norme e le sue leggi che oggi ti dò.(Dt 8, 11)
Il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore (Dt 8, 14)
Ma se tu dimenticherai il Signore tuo Dio e seguirai altri dei e li servirai e ti prostrerai davanti a loro, io attesto oggi contro di voi che certo perirete! (Dt 8, 19)
Ricordati, non dimenticare, come hai provocato all'ira il Signore tuo Dio nel deserto. (Dt 9, 7)
Non ho trasgredito, né dimenticato alcuno dei tuoi comandi.(Dt 26, 13)
La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato; hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!(Dt 32, 18)
Tante cose hanno il compito di ricordarci di Dio, soprattutto la natura che contrasta ogni dimenticanza.
Stupende le espressioni del ricordo di Dio nei Salmi, sono un'educazione alla commozione:
Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo e penso a te nelle veglie notturne, a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all'ombra delle tue ali.(Sl 63, 7 - 8)
Mi ricordo di Dio e gemo, medito e viene meno il mio spirito. Ricordo le gesta del Signore, ricordo le tue meraviglie di un tempo. (Sl 77, 4. 12)
Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, e ne sono consolato. Ricordo il tuo nome lungo la notte e osservo la tua legge, Signore. (Sl 119, 52. 55)
Ricordo i giorni antichi, ripenso a tutte le tue opere, medito sui tuoi prodigi.(Sl 143, 5)
Lo Spirito Santo insegna e ricorda: egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto (Gv 14, 26)
Tanti insegnamenti, tante conoscenze, tante esperienze alte e spirituali, tanta sensibilità, tante verità, tanti valori, tante capacità, tante doti, tanti doni, tanta intelligenza, tanta Parola di Dio, giacciono sopiti in fondo alla nostra anima.
Lo Spirito risveglia e richiama alla memoria la parte migliore di noi, anima ciò che è sopito, fermenta la pasta informe della nostra esistenza.
Perciò Gli chiediamo che con tutti gli svegliarini di Dio: la natura, la bellezza, il dolore … ci ricordi l'amore incorreggibile e irrefrenabile del Padre e il dono senza limiti del Figlio.


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